Gli investigatori raccolgono le testimonianze dei familiari e dei conoscenti della vittima. Secondo alcuni racconti emersi sul posto sono stati uditi più spari, qualcuno parla di tre. Klodiana Vefa, secondo quanto appreso, non era separata legalmente dal marito, anche lui albanese, ma negli ultimi tempi c’erano contrasti nella coppia e sembra che l’uomo non vivesse più nella stessa casa. Klodiana Vefa lavorava come cameriera in una pizzeria e si era inserita nella comunità di Castelfiorentino. La donna è stata uccisa a poche decine di metri dalla casa dove abitava coi figli. In via Galvani sono accorsi gli stessi figli, un fratello e altri parenti della 35enne.
Il Sis dei carabinieri nella strada dell’omicidio ha repertato due bossoli sul terreno esplosi da una pistola ma l’ispezione meticolosa dell’area continua. L’arma invece non è stata trovata: è stata portata via dall’assassino, fuggito a bordo di un’auto. Telecamere private e pubbliche potrebbero aver inquadrato la direttrice di fuga così come testimoni lungo il tragitto potrebbero dare importanti indicazioni.
Questo omicidio aggrava la situazione di ordine pubblico a Castelfiorentino colpito all’improvviso, insolitamente, negli ultimi mesi, da episodi di criminalità, in particolare liti e violenze, sia nel centro storico sia nell’area della stazione ferroviaria, tanto da allarmare la cittadinanza e le istituzioni. Il Comune ha varato un piano per rafforzare il presidio delle zone più a rischio ed ha ingaggiato un servizio privato di vigilantes armati per proteggere le strade del centro. Un corteo di protesta degli abitanti c’è stato il 12 settembre, da piazza Gramsci alla stazione ferroviaria, uno dei luoghi dove si concentrano le maggiori criticità per l’ordine pubblico.
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