MARIA BEATRICE ALONZI, TU NON SEI I
TUOI GENITORI (SPERLING & KUPFER, PP. 224, EURO 18,90) Tu non
sei i tuoi genitori è il nuovo libro di Maria Beatrice Alonzi,
scrittrice bestseller, divulgatrice scientifica, professionista
della crescita personale. Il volume, edito da Sperling & Kupfer,
affronta il tema del trauma intergenerazionale. Con un
linguaggio immediato, l’autrice si rivolge alla Generazione Z e
ai genitori che vogliono comprendere meglio i propri figli.
Nei vari capitoli si parla di difficoltà relazionali, senso di
colpa indotto; vengono forniti spunti per superare i conflitti o
gestire il dolore di un tradimento, di un abbandono, il dover
accettare che qualcuno non cambierà solo perché lo vogliamo, il
dispiacere di accogliere che un’altra persona non è come la
dipingiamo nella nostra mente: “Tutte esperienze spiacevoli e
difficili, che non riesci ad affrontare e superare perché tutto
fai tranne che starci dentro. Continuando a credere di poter
fare qualcosa per sopperire a quel vuoto frastornante, a quella
paura, a quella solitudine, quando l’unica cosa che potresti
fare davvero è aspettare, in quello spazio, e passarci dentro.
Quindi quello spazio va creato. E come? Standoci. Perché, come
sai, il comportamento è solo la punta dell’iceberg. Il
comportamento è ciò che si vede in superficie. Sono i sentimenti
e i bisogni a guidare il comportamento”, spiega l’autrice. Qual
è la soluzione? “Stare un attimo in ascolto di ciò che sta
accadendo, guardarlo, sentirlo, e farsi vedere presente. Se ci
si butta subito sul comportamento, cercando ardentemente di
porvi fine, quello che si comunicherà è: Non mi interessano i
tuoi sentimenti o i tuoi bisogni. Mi interessa solo fermare i
tuoi comportamenti che mi fanno sentire innescato e a disagio”,
commenta Alonzi che precisa: “Non siamo abituati a restare in
una situazione che ci innesca, perché non ci è mai stato dato lo
spazio per mostrare le nostre emozioni e farci i conti”. Tu non
sei i tuoi genitori è una guida che insegna a raggiungere il
benessere, a vivere con coraggio lasciando andare le zavorre.
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