Morto anche l’autista del mezzo, l’unica vittima italiana, Alberto Rizzotto, trevigiano, 40 anni. Sotto shock i suoi colleghi, che lo definiscono un conducente esperto, che svolgeva l’attività da 7 anni. La procura di Venezia ha aperto un fascicolo di inchiesta sulla strage. Tra le ipotesi resta quella di un malore del conducente.
Le vittime sono state estratte dal pullman, rimosso da sotto il cavalcavia verso le 5 del mattino. “E’ stato un lavoro complicato”, spiegano i soccorritori, che parlano di “una tragedia di giovani, salvo qualche adulto”. Il pullman era elettrico e le batterie hanno preso fuoco nell’impatto. Si lavora per accertare l’identità dei deceduti. Gli agenti della questura hanno acquisito gli elenchi degli ospiti del campeggio.
“L’autobus era nuovo e lui era bravo” sostiene Massimo Fiorese, amministratore delegato de La Linea. Da quanto risulta aveva preso servizio 90 minuti prima, un dettaglio che sembrerebbe escludere l’ipotesi di un colpo di sonno. “Shuttle to Venice” (navetta per Venezia) aveva scritto nell’ultimo post su Facebook un’ora me mezzo prima dell’incidente. Il governatore del Veneto, Luca Zaia, ipotizza un malore. E sembrano suffragare questa ipotesi anche le immagini di un video diffuso: “si vede il pullman – dice Massimo Fiorese, amministratore delegato de La Linea – un mezzo molto pesante perché elettrico, poco prima di cadere dal cavalcavia. Il mezzo arriva, rallenta, frena. È quasi fermo quando sfonda il guard rail”.
Un video della ‘Smart control room’ del Comune di Venezia ritrae il bus de La Linea nel momento in cui precipita dal cavalcavia di Mestre. La telecamera è puntata alla base della rampa che da Mestre porta a Venezia, e ritrae la sommità del cavalcavia, nel tratto in discesa verso la
bretella per l’autostrada A4. Si nota il bus affiancarne un altro, presumibilmente fermo al semaforo che piega a sinistra, verso Marghera, e che ha la freccia inserita. Subito dopo si nota il mezzo piegarsi e cadere, mentre l’altro aziona improvvisamente lo stop. Non si intravvedono altri veicoli davanti a essi.
Il sindaco Brugnaro proclama il lutto cittadino per “l’immane tragedia che ha colpito questa sera la nostra comunità e in memoria delle numerose vittime che erano nell’autobus caduto. Una scena apocalittica, non ci sono parole”. Ora è il tempo del dolore. Ma gli inquirenti sono già al lavoro per capire le cause. La polizia stradale sta effettuando i rilievi: c’è da verificare la traiettoria della caduta, le condizioni del manto stradale. Segni di frenata sull’asfalto pare non ce ne siano. E per ora il malore sembra l’unica spiegazione ad una tragedia inspiegabile.
Il procuratore capo di Venezia Bruno Cherchi ha detto che un riesame di quanto accaduto sarà fatto oggi. “Noi allo stato non siamo in grado di fare una ricostruzione precisa degli avvenimenti”, ha detto, rimandando alle prossime ore ulteriori commenti. E l’Asaps, associazione che si occupa di sicurezza stradale, solleva il tema del guard rail giudicato “troppo basso per contenere un veicolo di quel peso”. E anche Massimo Fiorese, amministratore delegato de La Linea – la compagnia che organizza la navetta dal campeggio di Meste, ha segnalato che “le immagini dei filmati che abbiamo visionato mostrano il pullman che si appoggia alla protezione che è quasi una ringhiera”.
Da parte sua, però, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha detto che nell’incidente di Mestre “non è un problema di guardrail” . “E’ presto per dare commenti – ha aggiunto il ministro – qualcuno mi dice che le batterie elettriche prendono fuoco più
velocemente di altre forme di alimentazione e in un momento in cui si dice che tutto deve essere elettrico uno spunto di riflessione è il caso di farlo”.
Tra le persone che si trovavano ieri sera a bordo del bus precipitato dal cavalcavia di Mestre e ricoverate all’ospedale di Treviso, ci sono quattro adulti e due fratellini tedeschi di 7 e 13 anni. Questi ultimi hanno entrambi riportato fratture del femore e traumi lombari, sono stati operati durante la notte e adesso sono giudicati fuori pericolo. Sono supportati dal servizio psicologico data la perdita di entrambi i genitori. Tra gli adulti trasportati c’è una donna spagnola con ustioni sul 60% del corpo, trasferita in seguito al centro specializzato di Padova. Gli altri sono ancora due spagnoli ed un ucraino, tutti con fratture costali e vertebrali; si trovano nel reparto di terapia intensiva, in prognosi riservata.
Il cordoglio del presidente Mattarella e della premier Meloni
Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al sindaco di Venezia Brugnaro per esprimergli il suo cordoglio per la gravissima tragedia di Mestre, che ha causato numerose vittime.
“Esprimo il più profondo cordoglio, mio personale e del governo tutto, per il grave incidente avvenuto a Mestre. Il pensiero va alle vittime e ai loro famigliari e amici. Sono in stretto contatto con il sindaco Luigi Brugnaro e con il ministro Matteo Piantedosi per seguire le notizie su questa tragedia”. Lo dichiara la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.
Il prefetto Di Bari, ‘Tre giorni di lutto’. Zaia, ‘Che sia nazionale’
“È un momento di lutto per tutti, in cui stare in silenzio. Sia il presidente della Regione, sia il Sindaco hanno chiesto alla Presidenza del Consiglio l’indizione di tre giorni di lutto, con bandiere a mezz’asta in tutta la Regione”. Lo ha riferito ai giornalisti il Prefetto di
Venezia, Michele Di Bari.
Da parte sua, il presidente del Veneto Luca Zaia ha detto che “per quanto mi riguarda, ho fatto issare le bandiere a mezz’asta sugli edifici della regione e l’ho chiesto anche ai sindaci del Veneto. È stato proclamato lutto cittadino ma penso che ci stia anche un lutto nazionale. Di fronte a una tragedia come questa, dobbiamo mostrare rispetto per le vittime, è fondamentale”.
E il presidente di Anci Veneto, Mario Conte, ha raccolto l’appello del presidente Zaia e invita tutti i Comuni della regione a esporre le bandiere a mezz’asta, in segno di lutto pubblico dopo il grande incidente di Mestre.
“Esprimo massimo cordoglio – afferma Conte in una nota – a nome mio, dell’ufficio di presidenza e di tutti i colleghi sindaci per le vittime e i feriti dell’incidente di Mestre, e al contempo invito tutti i Comuni del Veneto a esporre le bandiere a mezz’asta nei propri municipi, in segno di lutto pubblico per la terribile tragedia. Quanto è avvenuto è un evento tremendo e incomprensibile, non posso che portare dunque le mie condoglianze alle famiglie in questo dramma che tocca più nazioni”, conclude.
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