Venerdì, fa sapere Gualtieri, partirà l’iter tecnico per l’aumento delle licenze dei taxi a Roma. “Il giorno dopo la bocciatura degli emendamenti al decreto che potevano essere utili per i Comuni – ha spiegato – ho convocato per venerdì il tavolo sindacale che è il primo step per aumentare le licenze. Venerdì si avvia formalmente il percorso per aumentare le licenze. C’eravamo fermati per via delle norme nuove attese dal governo, che però non si possono usare. Ci vorranno dei mesi, ma abbiamo deciso di farlo e lo faremo”.
Salvini: “Le licenze dei taxi? Spetta ai sindaci, non ci sono più scuse”
“Nessun comune ha ancora pubblicato i bandi per le licenze incrementali dei taxi, abbiamo dato la possibilità ai comuni di aumentare fino al 20% le licenze. A questo punto spetta ai sindaci, attendo di capire” cosa voglia fare “il sindaco di Roma, visto che qui c’è una evidente carenza di mezzi pubblici in servizio. Non ci sono più scuse”. Lo ha detto il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture, Matteo Salvini, al question time alla Camera. “I sindaci che ritengono che le loro città abbiano bisogno di più taxi possono emettere il bando, i sindaci che non lo faranno vuol dire che sono contenti del servizio che mettono a disposizione dei loro cittadini”, ha concluso il ministro.
Urso: “Sui taxi Gualtieri non accampi scuse”
“Sui taxi il sindaco Gualtieri non accampi scuse: se avesse voluto utilizzare la normativa in vigore avrebbe potuto farlo nei due anni trascorsi da quando si è insediato al Campidoglio, mentre la situazione degenerava. Se avesse voluto migliorarla avrebbe potuto farlo da ministro dell’Economia nel governo delle sinistre, due anni prima. Ha avuto quattro anni per agire, da sindaco e da ministro, ma non ha fatto nulla”, scrive il ministro delle Imprese e del made in Italy Adolfo Urso. “La responsabilità dell’emergenza taxi a Roma è solo sua, aggravata dallo stato disastroso dei servizi pubblici”.
Assoutenti: “Sui taxi un vergognoso scaricabarile”
“In tema di licenze taxi assistiamo ad un vergognoso scaricabarile sulla pelle dei cittadini che, ad oggi, a Roma e nelle principali città italiane ricevono un servizio scandaloso”, afferma Assoutenti. “I sindaci non accampino scuse: da sempre hanno la possibilità di aumentare le licenze sul territorio, ma non lo fanno perché sono vittime dello strapotere dei tassisti e non vogliono inimicarsi una categoria che ha un peso politico non indifferente. – spiega il presidente Furio Truzzi – Il decreto del governo non c’entra nulla con l’incapacità delle amministrazioni locali di affrontare il problema taxi, perché la questione non è burocratica ma esclusivamente politica: i sindaci, a partire da Gualtieri, hanno paura dei tassisti”. “E in questo rimpallo di responsabilità gli unici a rimetterci sono utenti e turisti che nelle principali città italiane ricevono un servizio taxi scadente e in alcuni casi pressoché inesistente, come dimostrano le lunghe file di cittadini in attesa alla stazione Termini e nei principali punti nevralgici”, conclude Truzzi.
Sala: “Sui taxi se la legge è cambiata agiremo”
Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha spiegato che il Comune, “se la legge è cambiata, agirà”. “Al di là delle dichiarazioni del ministro Matteo Salvini, io non ho ancora visto un decreto legge che vada in quella direzione, e va bene. Ma quello che abbiamo pensato sino a stamattina – ha detto – è che dobbiamo attendere l’autorizzazione della Regione”. “Non è più così perché la legge è cambiata? Io francamente non lo so. Se sarà così bene, noi agiremo. Io ho detto che abbiamo bisogno di più taxi – ha aggiunto -, se siamo noi nella possibilità cercheremo senz’altro di farlo”.
Del tema della carenza di taxi a Milano la settimana scorsa “avevo parlato anche con Salvini e con il ministro Adolfo Urso. Capivo che stavano andando in questa direzione ma finchè non vediamo sulla carta la cosa non possiamo muoverci – ha concluso -. Se questa è la decisione noi agiremo”.
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