Una selezione di fotografie,
provenienti dagli Archivi Alinari e una serie di oggetti d’arte
orientale collezionati da Frederick Stibbert per raccontare il
fascino per l’esotismo nelle abitazioni degli europei dalla
seconda metà dell’Ottocento fino ai giorni nostri. E’ quanto
propone la mostra ‘Così lontani, così vicini. Il fascino
dell’esotismo negli interni europei tra ‘800 e ‘900’, in
programma al Museo Stibbert di Firenze dal 6 ottobre al 5 maggio
2024.
Eseguite da fotografi come Daniel Harlingue, o Dornac, alcune
immagini ci restituiscono inediti scorci degli interni abitati
da artisti, scrittori, diplomatici e dandy. Altre, provenienti
dall’Archivio Alinari, ne declinano la versione italiana con una
focalizzazione sul caso fiorentino.
La rassegna, curata da Sabine du Crest e Enrico Colle,
affronta da vari punti di vista il tema dell’alterità: dalla
coabitazione armonica tra i mondi lontani e l’Europa negli
interni europei tra Ottocento e Novecento, che evidenziano i
legami segreti che spesso si instaurano tra i collezionisti e
gli oggetti raccolti nelle loro stanze, fino ad arrivare ai casi
in cui tra gli artisti e le opere provenienti da altrove si
genera una sfida, che giunge fino ad una vera e propria
ossessione.
Nella mostra, composta da sette sezioni, sono esposti molti
degli oggetti esotici raccolti con passione da Stibbert, scelti
dal direttore del museo Enrico Colle tra le opere conservate
nella collezione, con l’intento di evocare le atmosfere presenti
nelle fotografie degli ambienti fiorentini della seconda metà
dell’Ottocento, e tra questi lo stesso Salone delle feste della
casa-museo, progettato dal padrone di casa come un vero e
proprio spazio di frontiera tra Asia ed Europa.
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