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C’è l’ipotesi di omicidio stradale plurimo nell’inchiesta aperta dalla Procura di Venezia sul disastro del bus di turisti precipitato martedì sera da un cavalcavia a Mestre, dopo aver divelto un guardrail.

Le ipotesi principali sulle cause della tragedia sono una manovra azzardata o un malore dell’autista. Nessun contatto con un altro mezzo prima del tragico volo. Sono state identificate tutte le 21 vittime. Tra loro un bimbo di un anno e mezzo e una ragazzina di 11 anni. Migliorano intanto le condizioni di alcuni dei feriti più gravi dell’incidente del pullman precipitato dal cavalcavia di Mestre. Resta invariato quindi il numero dei deceduti nel disastro, 21. Secondo fonti sanitarie, sono in netto miglioramento un paziente croato ricoverato all’ospedale di Mirano, che oggi lascerà la terapia intensiva per il trasferimento in reparto, e di una donna francese in rianimazione a Dolo, che da’ a sua volta segni di ripresa. I feriti complessivi rimangono 15, dei quali 5 ancora in condizioni critiche. 

“Non abbiamo alcun elemento per trarre conclusioni sul guardrail, per questo ci serve una perizia”. Lo ha detto il Procuratore capo di Venezia Bruno Cherchi, riferendosi al varco di servizio – circa un metro e mezzo – presente lungo il guardrail sfondato dal pullman precipitato a Mestre. Per il magistrato non risulta che qualcuno abbia definito “marcia quella barriera”. “Sul guardrail – ha aggiunto – faremo tutte le attività del caso, iniziando da una consulenza tecnica, appena avremo trovato il soggetto idoneo per farla. Servono conoscenze tecniche, non giuridiche. Per ora non abbiamo acquisito documenti sulla rampa dal Comune”. “Le salme sono state riconosciute tutte, le ultime stamane, ora verranno consegnate ai parenti. Abbiamo già avvisato le ambasciate”. Lo ha detto il procuratore di Venezia Bruno Cherchi che ha precisato come “la prima attività per noi doveva essere questa, per questo abbiamo incaricato la medicina legale e la polizia scientifica”. “Le salme – ha aggiunto – non sono già più sotto l’Autorità giudiziaria. Era la nostra prima esigenza per poi, con i tempi necessari, proseguire con il resto”

“La giustizia non è show”, ha detto il procuratore Cherchi al termine del breve punto stampa sugli sviluppi dell’inchiesta del disastro di Mestre. “Le notizie spezzettate – ha detto – non aiutano il nostro lavoro e creano confusione”. Il capo dell’ufficio giudiziario veneziano ha spiegato inoltre che per accelerare le indagini “tutte le perizie verranno eseguite contemporaneamente, nei limiti del possibile senza privilegiare un indirizzo rispetto ad altri, quindi i periti saranno chiamati ad esaminare il guardrail, il bus, la scatola nera del mezzo. Tutti elementi sotto sequestro”.

 

 

Comune di Venezia: “Buco nel guardrail? E’ un varco di servizio” – “Sono affermazioni inaccettabili quelle che ho letto. Il bus non è caduto perchè c’era un buco di un metro e mezzo nel guardrail. Quel buco è un varco di sicurezza, di servizio, previsto dal progetto originario del manufatto”. E’ la replica dell’assessore comunale ai trasporti Renato Boraso alle ricostruzioni della stampa sulle cause dell’incidente del pullman a Mestre. “L’autobus – prosegue Boraso – è caduto 50 metri dopo il varco,, dopo aver strisciato sul guardarail, senza segno di frenata o contro-sterzata. O Vogliamo dire che senza il ‘buco’, la barriera avrebbe tenuto un mezzo in corsa, che sbanda, di 13 tonnellate?”. “Le immagini del video dell’incidente, riprese dalle telecamere – prosegue Boraso – mostrano chiaramente, ma l’ha detto anche il Procuratore Bruno Cherchi”, che il pullman sale sul cavalcavia e si ‘appoggia’ al guardail, che tiene inizialmente, e poi striscia per 50 metri, senza controllo, sulla barriera, fino a precipitare. Ma non è caduto perchè c’era quel varco”. “Lasciamo che sia la magstratura, e non i giornali a fare le inchieste” insiste Boraso. “Oltretutto quel cavalcavia non l’ha fatto il Comune di Venezia, lo ha ereditato, e noi da un mese stiamo rifacendo quelle strutture, con un nuovo guardrail e un nuovo parapetto” continua l’assessore. “Quel varco -di un metro e mezzo – ricorda Boraso – era previsto dal progetto di allora, degli anni ’60, ed era a norma. E’ uno spazio di sicurezza, previsto per le manutenzioni o per far accedere i soccorritori in caso di necessità. Sono pronto a tutelare in ogni sede il nome del Comune di Venezia, dei miei collaboratori, contro illazioni che ritengo vergognose”.

Non c’è ancora una ricostruzione che possa stabilire con certezza le cause dell’incidente. Sono due le ipotesi principali al vaglio della magistratura sulle cause della tragedia: una manovra azzardata, con l’affiancamento ad un altro bus e un guardrail vecchio; oppure, sommato a questo, un malore dell’autista che non è riuscito a controllare il mezzo. “Non ci sono allo stato indagati – ha confermato il Procuratore Bruno Cherchi – mentre il guardrail, la zona di caduta del bus e lo stesso mezzo sono stati posti sotto sequestro”.

E’ stata anche acquisita la ‘scatola nera’ del mezzo “che sarà esaminata – ha spiegato Cherchi – solo quando si saprà che non è un’operazione irripetibile. Altrimenti aspetteremo lo sviluppo dell’inchiesta, affinché tutte le parti coinvolte possano avere le perizie”.

 

 

 

 

E mentre i colleghi dell’autista deceduto, Alberto Rizzotto, 40 anni, piangono il compagno di lavoro, che definiscono “un conducente esperto” (lavorava sui pullman da 7 anni), le indagini si concentrano sull’analisi di un video ripreso nei momenti dello schianto alla ‘Smart control room’ del Comune di Venezia.

La telecamera è puntata alla base della rampa che da Mestre porta a Venezia, e ritrae la sommità del cavalcavia, nel tratto in discesa verso la bretella per l’autostrada A4. Si nota il bus affiancarne un altro, presumibilmente fermo al semaforo che immette a sinistra, verso Marghera, e che ha la freccia inserita. Subito dopo si nota il mezzo piegarsi e cadere, mentre l’altro pullman aziona improvvisamente lo stop. Non si intravvedono altri veicoli davanti.’

 

Anche qui è stato il capo della Procura veneziana a sgombrare le ombre su una eventuale compartecipazione di altri veicoli al disastro. “Non ci sono segni di frenata, né contatti con altri mezzi” ha scandito il magistrato. La dinamica dell’incidente “vede il bus toccare e scivolare lungo il guardrail per un cinquantina di metri, e infine, con un’ulteriore spinta a destra, precipitare al suolo”. L’altro autobus affiancato dal pullman sul cavalcavia, quindi, non ha una parte attiva nell’incidente. Ma è stato proprio l’autista di questo secondo mezzo il primo a cercare di prestare i soccorsi. Nel dare l’allarme ha anche lanciato un suo estintore verso il mezzo precipitato, da cui si sprigionavano le fiamme.

Proprio le testimonianze escludono che il bus precipitato andasse veloce. “I testimoni – ha sottolineato Cherchi – hanno detto che andava piano, il tratto stradale prima è in salita e comunque, oggettivamente, non permette alte velocità”. Quel che invece si sa già è che si tratta di una “strage di giovani”, come avevano detto subito i soccorritori.

 

E in effetti l’età media delle vittime è bassissima. Nell’elenco dei deceduti c’è una bambino di appena un anno e mezzo – i medici non hanno potuto definirne con precisione l’età – e di una ragazzina di 11-12 anni. Altre vite spezzate sono state quelle di due ragazze di 28 anni, e di una di 30.

 

 

 

 

Il cordoglio del presidente Mattarella e della premier Meloni

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha telefonato al sindaco di Venezia Brugnaro per esprimergli il suo cordoglio per la gravissima tragedia di Mestre.

“Esprimo il più profondo cordoglio, mio personale e del governo tutto – ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni –, per il grave incidente avvenuto a Mestre. Il pensiero va alle vittime e ai loro famigliari e amici. Sono in stretto contatto con il sindaco Luigi Brugnaro e con il ministro Matteo Piantedosi per seguire le notizie su questa tragedia”.

 

LA CRONACA DA MESTRE – IL PODCAST

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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