Il servizio civile regionale del
Piemonte servirà a contrastare, in prima battuta, il disagio
giovanile. Viene avviata una sperimentazione ed è stato
pubblicato il bando, su iniziativa dell’assessora regionale alla
Famiglia, Chiara Caucino, per la selezione dei volontari, aperto
ai giovani, senza distinzione di sesso, cittadini italiani,
cittadini comunitari e cittadini residenti non titolari della
cittadinanza italiana, di età compresa tra i 18 e i 28 anni
compiuti, in possesso di diploma di scuola secondaria di secondo
grado, qualifica professionale o diploma professionale e che non
hanno partecipato ad alcun bando di Servizio civile universale o
di Garanzia giovani.
Dato il carattere di sperimentazione, è stato fissato in 100
il numero massimo dei giovani da impiegare nei progetti di
servizio civile regionale e in 8 mesi la durata dei progetti
(anziché 12, come avviene per i progetti Servizio civile
universale), con un orario settimanale di 25 ore e un assegno di
natura non retributiva pari a 444 euro mensili, insieme alla
copertura assicurativa per i rischi contro gli infortuni e la
responsabilità civile.
“L’istituzione del Servizio civile regionale – spiega il
presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio – rappresenta
un traguardo molto importante per il Piemonte in quanto offrirà
la possibilità a numerosi giovani di vivere davvero
un’esperienza di cittadinanza attiva, volta, in un primo momento
nello specifico, proprio al contrasto del disagio giovanile, che
è una piaga da combattere con tutti i mezzi a disposizione”.
“Con questo strumento – prosegue Caucino – diamo la possibilità
a chi lo vorrà di dare una mano concreta, di fare la propria
parte in maniera ancora più incisiva per il bene della nostra
collettività e delle nostre comunità, venendo incontro a
un’esigenza reale. Valorizzando ancora una volta e ancora di più
il volontariato, settore fondamentale”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA