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Dopo gli sconfinamenti di ieri, al confine Libano-Israele (mentre imperversava l’Operazione Tempesta di al-Aqsa), gli Hezbollah oggi ostentano sicurezza: dichiarano che la situazione lungo la Linea Blu, di demarcazione tra Libano e Israele, “è calma” e “non ci sono segnali di inasprimento militare”. In mattinata, hanno anche detto di aver ristabilito una postazione nella zona di confine, la stessa che era stata distrutta da colpi di artiglieria sparati da Israele in reazione al lancio di razzi dei jihadisti sciiti filoiraniani.

C’è l’Iran, infatti, e da sempre, nella storia di Hezbollah. È come una grande ombra che si staglia alle spalle del partito-milizia insediatosi nel sud del Libano e fondato nel 1982. Il loro leader, Hassan Nasrallah, solo pochi giorni fa, aveva detto in un discorso pubblico che il suo movimento era pronto a scatenare una vasta offensiva contro Israele. E già ieri si è subito sottolineato come la data scelta da Hamas per lanciare l’attacco rievoca il cinquantesimo anniversario della Guerra dello Yom Kippur (ottobre 1973), quando Israele fu colto di sorpresa, allora come ieri, da un’azione coordinata e fulminea (in quel caso, di Egitto e Siria). Ma si è anche notato che ieri ricorreva il 23esimo anniversario della prima operazione condotta da Hezbollah contro Israele, dopo il ritiro di quest’ultimo dal sud del Libano nel 2000.

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Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah

Il Partito di Dio

A dispetto del nome, che letteralmente significa “Partito di Dio”, Hezbollah non ha solo una “componente” politico-partitica. Si tratta di un’organizzazione paramilitare, dotata di un vero braccio armato. Insediatasi nel sud del Libano, la sua milizia è finanziata da sempre da Teheran, col supporto determinante della Siria (da cui viene la maggior parte del sostegno logistico). È questo il cosiddetto “fronte sciita” che, attraverso una dialettica sicuramente diversa rispetto a quello sunnita, combatte Israele e il sionismo. Ma il timore è che oggi, con l’operazione di guerra lanciata da Hamas, sunniti e sciiti si possano unire in un unico grande fronte anti-israeliano, lo scenario maggiormente temuto, che ieri ha avuto inquietanti conferme nelle manifestazioni di giubilo viste a Teheran come a Beirut, a Bagdad come in Yemen.

Hezbollah è nato dopo la Rivoluzione iraniana del 1979 e condivide, appunto, con il regime di Teheran l’appartenenza al gruppo sciita. Dopo l’invasione israeliana del Libano nel 1982, infatti, il Partito di Dio si struttura con lo scopo di cacciare Israele e per stabilire in Libano uno Stato islamico, sull’esempio dell’Iran. Da allora, Hezbollah ha portato avanti una durissima e perdurante guerra contro Israele, a volte sotterranea, altre più esplicita, in nome dell’antisionismo e della cancellazione dello Stato d’Israele. Lo ha fatto partecipando attivamente alla sanguinosa Guerra civile libanese (1975-1990), macchiandosi di svariati attentati terroristici: rapimenti, assassinii e azioni con autobombe contro le Forze di pace occidentali, inviate sotto l’egida dell’Onu, nel tentativo di riportare l’ordine nella regione. Tra questi, il più grave risale al 1983 e colpì due caserme a Beirut, uccidendo 241 marines statunitensi e 56 parà francesi.

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Il Quartier generale dei Marines colpito a Beirut nel 1983

La ripresa delle ostilità nel 2000 e la Guerra del 2006

Negli anni, come si diceva, la Siria ha continuato a rifornire Hezbollah di armamenti, cosa che ha permesso al Partito di Dio di restare attivo sullo scenario mediorientale. Nel frattempo si andava affermando il suo ruolo come movimento politico: nel 2005 Hezbollah conquista 14 seggi in Parlamento, quasi tutti nel sud del Paese. Ma un anno dopo la situazione precipita, anche in seguito all’assassinio del premier libanese Rafiq Hariri, morto in un attentato (forte il sospetto che ci fosse la Siria di Assad dietro quell’omicidio). Il gruppo sciita, cercando di liberare tre prigionieri, lancia una pesante offensiva militare contro Israele. Da qui scoppia una guerra di 34 giorni, che registra oltre mille vittime libanesi e l’evacuazione di più di un milione di persone.

È il momento in cui il leader Nasrallah – che guida Hezbollah dal 1992 – vede consolidarsi intorno al suo nome un vasto consenso, dato che destabilizza anche il governo di Beirut. Nel 2008 il Paese finisce sull’orlo di una nuova guerra civile: il premier Fuad Siniora decide di smantellare le linee di telecomunicazione del “Partito di Dio”. La risposta è violenta. Il conflitto viene scongiurato solo grazie alla mediazione della Lega Araba. Viene formato un governo di unità nazionale, con potere di veto da parte di Hezbollah. Il gruppo, da allora, è sempre riuscito a entrare nei governi formati nel 2009 e nel 2014. Cinque anni fa, alle ultime elezioni legislative, conquista di nuovo 14 seggi in Parlamento.

wikipedia

Gli Accordi di Abramo, firmati a Washington nel 2020

L’ombra lunga dell’Iran per far fallire l’accordo tra Israele e Arabia Saudita

Hezbollah ha rafforzato in questi mesi la sua presenza lungo il fronte che va dalla costa mediterranea al confine giordano, sulle rive del fiume Yarmuk passando per l’Alta Galilea e le Alture del Golan. Solo un anno fa, gli Hezbollah siglavano, tramite gli Stati Uniti e il governo libanese, un accordo storico per la spartizione delle risorse energetiche con Israele, definendo – per la prima volta dopo decenni di belligeranza – la frontiera marittima tra i due Paesi a largo delle coste libanesi e israeliane. Un passo che era andato nella direzione di un processo di normalizzazione regionale tra diversi attori rivali nella regione: Iran e Arabia Saudita hanno ripreso i rapporti diplomatici a marzo, su pressione della Cina, accelerando il processo di negoziazione politica in Yemen, dove sauditi e iraniani si sono fatti la guerra per otto anni.

Ma ora, con la violenta ripresa delle ostilità tra Hamas e Israele, il sospetto che l’Iran approfitti della situazione per far saltare l’accordo tra la Stella di David e l’Arabia Saudita è concreto. Dopo gli Accordi di Abramo (siglati nel 2020 fra Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Marocco, Sudan e Israele, complice lo sguardo tutelare degli Stati Uniti), la speranza di essere a un passo dalla svolta tanto attesa era concreta. Nei prossimi mesi, prima delle elezioni presidenziali negli Usa di novembre 2024, si sarebbe arrivati alla normalizzazione diplomatica tra Arabia Saudita e Israele. Ora tutto verrà rimesso in discussione.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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