Quella degli studenti che sostengono la causa palestinese è una mobilitazione di respiro internazionale ma che ha assunto una piega tutta italiana dopo le parole del ministro dell’istruzione Giuseppe Valditara, che ieri ha dichiarato di voler perseguire i membri dei “collettivi studenteschi che inneggiano ad Hamas”. Dopo la manifestazione alla Sapienza a Roma sono scesi in piazza per rispondere alle parole del ministro anche gli studenti di Opposizione Studentesca d’Alternativa, che hanno protestato con un flash mob davanti alla sede dell’Associazione nazionale presidi annunciando per venerdì una giornata di mobilitazione studentesca nazionale a favore della Palestina. “La solidarietà alla Palestina non si criminalizza” hanno spiegato ricordando che “il popolo palestinese vive in un regime di occupazione pluridecennale, violazione sistematica dei diritti umani e violenza sui civili da parte del regime sionista”.
A Milano, dove alcune centinaia di persone si sono radunate in piazza dei Mercanti per manifestare solidarietà alla causa palestinese, si è levato il grido “Israele terrorista, Palestina libera”. Tra i cori anche “intifada fino alla vittoria “, scandito dai giovani di “Cambiare Rotta”, che si sono uniti al presidio organizzato dai Giovani palestinesi in Italia. “Sono testimone di quanto succede e non viene raccontato, stanno attuando un genocidio da 75 anni”, dice un’insegnante che organizza summer camp per i ragazzi della West Bank e Gaza.
La mobilitazione si allarga. Manifestazioni pro Palestina sono in programma anche in altre città: mercoledì a Torino, Palermo e Bologna, giovedì a Venezia, venerdì a Napoli, sabato ancora a Milano e di nuovo a Torino. A Bari i collettivi Osa e “Cambiare Rotta” stanno programmando una manifestazione per sabato alle ore 16, in piazza Cesare Battisti. “Non siamo filo Hamas però siamo filo palestinesi – ha spiegato Edoardo Del Monte, referente Osa Puglia – sosteniamo la resistenza del popolo palestinese, il che vuol dire sostenere i palestinesi che si difendono e attaccano pure. Anche i nostri partigiani si difendevano dai nazisti, ma quando potevano attaccare attaccavano”.
La protesta filopalestinese ha preso anche un’altra via, diversa da quella portata in piazza dagli studenti. A Mirandola, nel Modenese, ignoti hanno rimosso nella notte una bandiera di Israele che il Comune aveva issato nel pomeriggio di ieri “quale testimonianza di vicinanza ad un popolo colpito dal violento attacco terroristico, rivendicato dal fondamentalismo di matrice islamica”.
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