Lucia Bronzetti, Elisabetta
Cocciaretto, Jasmine Paolini, Lucrezia Stefanini e Martina
Trevisan sono le cinque tenniste azzurre convocate dalla
capitana della nazionale italiana di Billie Jean King Cup,
Tathiana Garbin, per le Finals della competizione, che si
svolgeranno dal 7 al 12 novembre a Siviglia. Le azzurre
esordiranno l’8 novembre alle ore 10 contro la Francia. Il
giorno seguente sfideranno le due volte campionesse della
Germania. Il Gruppo D si chiuderà quindi venerdì 10 con il
confronto tra la nazionale tedesca e quella transalpina.
L’Italia è alla seconda partecipazione consecutiva alle Finals
della Billie Jean King Cup.
“Ci stiamo preparando intensamente per questa fase finale
della Billie Jean King Cup – le parole di Garbin – Quello con la
maglia azzurra è un impegno che vogliamo sempre onorare al
meglio. La mia è una squadra compatta, solida, composta da
ragazze eccezionali. Un gruppo affiatato che in questi anni è
cresciuto tantissimo, sotto ogni punto di vista, raggiungendo
ottimi risultati. Le ragazze stanno tutte attraversando un
periodo d’eccellente stato di forma. Offrendo un tennis di
altissimo livello. La new entry di questa trasferta è la
Stefanini, una ragazza che ha meritato la convocazione, giusto
coronamento di quella che è stata finora la sua migliore
stagione in carriera”.
“Ci dispiace molto che non potrà essere con noi la Giorgi –
prosegue la capitana azzurra – Purtroppo, da tempo, Camila è
alle prese con un fastidioso problema al piede che non le
consente di allenarsi come vorrebbe. Tra un mese saremo pronte,
per affrontare, innanzitutto, squadre temibili come Francia e
Germania. Il percorso non sarà facile e le insidie molte ma sono
convinta che sapremo affrontarle al meglio. Per noi sarà la
seconda partecipazione consecutiva alle Finals e l’esperienza
maturata lo scorso anno a Glasgow ci servirà per fare ancora
meglio a Siviglia. Le sensazioni non possono che essere positive
rispetto a questa trasferta: ogni volta che le nostre ragazze
vengono in nazionale, riescono ad andare oltre i propri limiti,
in virtù dell’amore e del rispetto che nutrono verso questa
maglia, per l’orgoglio che provano nell’indossarla”.
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