(di Cinzia Conti)
Un 2023 che si chiude
positivamente anche grazie alla Ryder Cup e alla politica dei
grandi eventi, buone prospettive per l’anno prossimo, l’invito a
chiudere il prima possibile la telenovela “affitti brevi”, la
preoccupazione per il caro vita che limita le vacanze degli
italiani e l’angoscia per la situazione a Gaza. Alla vigilia del
grande appuntamento di turismo di Rimini, il Ttg Travel
Experience, il presidente di Federalberghi Bernabò Bocca fa il
punto in un’intervista con l’ANSA su un settore tornato vitale e
in forma, seppur con una serie nodi ancora da sciogliere. Alla
cerimonia di apertura domani alle 12 interverranno la ministra
del Turismo Daniela Santanchè, il vicepresidente del Senato Gian
Marco Centinaio, il sottosegretario alla Cultura Vittorio
Sgarbi, la presidente dell’Enit Ivana Jelinic, oltre allo stesso
Bocca.
“Stiamo chiudendo – dice il presidente degli albergatori – un
anno buono specialmente sul mercato internazionale, soprattutto
per le città d’arte. Stiamo aspettando di capire come andranno
ottobre, novembre e dicembre, per poi tirare un bilancio ma
sicuramente è stato un anno positivo. Non so se raggiungeremo i
risultati del 2019, io mi auguro di sì. La situazione è
migliorata dopo il rallentamento estivo sempre grazie alla
clientela americana, che ha continuato ad arrivare in grandi
numeri nelle nostre destinazioni internazionali. Hanno molto
giovato la Ryder Cup e in generale, come diciamo sempre, la
politica dei grandi eventi. Non tutti come è ovvio sono andati
meglio dell’anno scorso ma in media registriamo ottimismo”.
Anche per il 2024 Bocca è ottimista: “Vediamo segnali
positivi – spiega – anche se certo bisogna capire cosa succederà
con questa crisi economica e il carovita che riguarda la
clientela italiana perché io dico sempre che gli italiani sono
la prima nazionalità per il turismo nostrano, il nostro primo
cliente da salvaguardare è quello italiano e poi arriva tutto il
resto. Sicuramente ci aspettiamo un inverno freddo sul tema dei
consumi interni e questo non aiuta perché ovviamente la vacanza
è una delle voci che è più facile sacrificare se si devono fare
dei tagli. E quindi siamo un po’ preoccupati sul mercato interno
certo”.
Il presidente arriva poi alla nota più dolente della sua
panoramica, quella che lui ha battezzato “la telenovela degli
affitti brevi”. “Adesso c’è la logica che bisogna salvaguardare
la proprietà privata – dice incredulo – come se un albergo non
fosse una proprietà privata. Non mi risulta che noi facciamo il
nostro lavoro di albergatori in immobili pubblici. Quindi sono
proprietà private sia gli appartamenti usati per gli affitti
brevi che gli alberghi. E allora se si vuol salvaguardare la
proprietà privata, come le forze politiche stanno dicendo,
allora sono i benvenuti, tutelino tutte le proprietà private. E
magari in primis quelle che danno lavoro a migliaia di
lavoratori”.
Al Ttg saranno 2.700 i brand espositori, mille i buyer
esteri, il 58% dall’Europa e il 42% provenienti dal resto del
mondo, anche grazie al programma di incoming di agenzia Ice e
ministero degli Affari esteri e della Cooperazione
internazionale; oltre 200 eventi con più di 250 speaker. Al
quartiere fieristico di Ieg tutte le 20 Regioni e oltre 55
destinazioni estere. Utopia è il tema conduttore dei due format,
per sviluppare e amplificare le istanze di rinnovamento che
stanno attraversando il settore, in linea con i nuovi valori dei
turisti, sempre più interessati alle ricadute etiche del
viaggio.
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