Resta un’ora alla sinagoga, dando forfait all’evento per i 70 anni dell’Eni che pure rimane centrale nella strategia dei parternariati “alla pari” con l’Africa e in quella per la diversificazione degli approvvigionamenti energetici, che oggi tornano in discussione. Non c’è “preoccupazione” per le forniture di gas, almeno per il momento, rassicura Palazzo Chigi. Ma bisogna muoversi il più possibile uniti di fronte a una minaccia che può arrivare fino “al nostro territorio” per “il rischio di emulazione degli atti criminali da parte di Hamas”, avverte la premier, garantendo alla comunità ebraica che sarà difesa “da ogni forma di antisemitismo”, che la protezione sarà “intensificata” e che bisogna “difendere il diritto di Israele a difendersi”. Un concetto che torna nelle varie risoluzioni approvate dal Parlamento. Che fanno riferimento anche, come fa nelle sue comunicazioni il ministro Antonio Tajani, alla soluzione dei “due popoli due Stati” che resta, dice il titolare degli Esteri, “la sola via per la pace. Bisogna “isolare Hamas” dice convinta la segretaria del Pd Elly Schlein. Ma non si può non tenere conto, la posizione M5S, che l’assedio di Gaza, come ha ricordato l’Onu, viola il diritto internazionale umanitario”.
E nemmeno ignorare la questione palestinese, motivo che ha portato Avs ad astenersi e a votare solamente il documento sottoscritto con Pd e 5S che chiede esplicitamente di “continuare a fornire ai civili” nella Striscia, circa due milioni e mezzo di palestinesi, “l’accesso a beni essenziali e vitali come cibo, acqua o elettricità”. Per la maggioranza è invece fondamentale la condanna di Hamas e l’impegno esplicito “ad agire per evitare che arrivino fondi” all’organizzazione terroristica. Una prima bozza chiedeva il blocco totale degli aiuti (non bisogna lasciare spazio ad “ambiguità” diceva in una intervista il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari in mattinata), poi il riferimento a quelli umanitari viene tralasciato, proprio per tendere una mano alle opposizioni. e apre la strada all’escamotage dei voti incrociati. Ma si rivela troppo complesso tenere insieme tutti i distinguo. La mediazione prosegue anche mentre il dibattito è in corso. In Transatlantico si moltiplicano i capannelli, il ministro per i rapporti con il Parlamento cerca di avvicinare le parti e alla fine dirà che la soluzione è “positiva” perché c’è stata una “convergenza trasversale” delle Camere “a fianco al governo”. Anche se è fallito il tentativo di approvare un documento unitario come era successo un anno e mezzo fa quando Fratelli d’Italia, unica all’opposizione del governo guidato da Mario Draghi, aveva sottoscritto il documento della maggioranza sull’Ucraina.
Schlein: ‘Isoliamo Hamas, attacco gravissimo’
“Dobbiamo isolare Hamas”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein intervenendo in Aula contro l'”attacco gravissimo” a Israele, un Paese al quale devono essere riconosciuti il diritto di esistere e di difendersi. Schlein condanna “senza se e senza ma” l’aggressione subita per mano dell’organizzazione terroristica e spiega come “quella dei due popoli e dei due Stati sia l’unica strada da intraprendere” per arrivare ad una pace in quell’area del Medio oriente.
Maggioranza, stop ai fondi ad Hamas, serve diplomazia: risoluzione alla Camera
Il governo è impegnato a “ad agire per evitare che arrivino fondi a Hamas – attraverso canali istituzionali, organizzazioni internazionali o privati – che, vengano utilizzati per finanziare attacchi terroristici e incitare all’odio verso Israele; a sviluppare un’azione diplomatica con i principali partner e attori regionali per evitare l’escalation del conflitto”. E’ quanto si legge nella risoluzione di maggioranza alla Camera in occasione dell’informativa del governo sulla guerra in Israele.
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