Presidio oggi pomeriggio a Torino,
in piazza Foroni (nel quartiere Barriera di Milano), organizzato
da Progetto Palestina e Bds Italia, movimento per i diritti del
popolo palestinese. Vi hanno partecipato circa 200 persone.
“Essere solidali con i palestinesi, vittime di un colonialismo
di 75 anni, non vuol dire essere filoterroristi, e neppure
antisemiti, lo capisca anche il nostro governo. Significa
schierarci dalla parte di popoli orrendamente oppressi. Quello
che sta accadendo in questi giorni è solo la punta
dell’iceberg”, hanno detto i portavoce lanciando la
manifestazione di sabato a Torino, con ritrovo in piazza Crispi.
Oggi pomeriggio i manifestanti hanno sventolato o steso a
terra bandiere palestinesi. “Prendere le distanze da Hamas? – ha
detto una ragazza con il capo avvolto nella tradizionale kefiah
palestinese – non è questo il punto. Certo che sono state
compiute violenze atroci, ma la resistenza palestinese è fatta
da tantissime associazioni umanitarie e di liberazione, fermarsi
a questo non spiega cosa sta accadendo in quelle terre che da 17
anni patiscono un embargo di cibo, acqua e medicine assassino”
“Senza liberazione e un processo di decolonizzazione
definitivo – ha aggiunto uno studente universitario – non vi
sarà mai, proprio mai la pace in Israele e in Palestina. La
politica di due pesi e due misure, anche quando si devono
contare i morti, non porterà mai da nessuna parte”.
Un’altra giovane ha ricordato l’iniziativa di questa mattina
all’università “anche per ricordare che gli studenti palestinesi
non sono liberi di fare nulla e muoversi perché vengono bloccati
dagli innumerevoli check point che li isolano dal mondo”.
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