Il carcere paraguaiano di Tacumbú
ad Asunción è oggi in stato di emergenza per un ammutinamento di
detenuti avvenuto ieri che ha provocato una presa di ostaggi di
22 dipendenti della prigione, fra cui lo stesso direttore, Luis
Esquivel,.
Le autorità paraguaiane, riferisce il quotidiano Abc Color,
hanno inviato sul posto reparti speciali della polizia ed hanno
cominciato una trattativa a cui partecipano esponenti
ministeriali e della chiesa cattolica.
All’interno, si è appreso, si trovano anche una ventina di
famigliari dei detenuti che nonostante l’avvio della protesta
violenta con la presa di ostaggi e l’incendio di materassi, si
sono rifiutati di uscire.
Stamani gli autori della rivolta hanno pubblicato una lettera
contenente le loro rivendicazioni indirizzata a Isabelino Godoy,
capo della sicurezza del carcere. Sorprendentemente, sottolinea
il giornale, la missiva è firmata anche dal direttore del centro
di detenzione, Luis Esquivel.
In essa si chiede l’apertura di una trattativa con il
ministro della Giustizia Angel Barchini e con il vice ministro
Rodrigo Nicora, oltre che con il direttore degli istituti
penitenziari.
I detenuti sottolineano la necessità del “raggiungimento di
un accordo per una soluzione immediata che avvantaggi tutti
noi”, e chiedono anche “l’ingresso nel carcere di rappresentanti
della stampa”.
La prigione di Tacumbú, situata nel quartiere omonimo della
capitale Asunción, è la più grande del Paese e una delle più
pericolose al mondo, con una popolazione di 3.000 detenuti.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA