E’ stata accolta da un lungo applauso
la prima del Tannhauser di Wagner ieri sera al teatro
Petruzzelli di Bari, con l’allestimento avanguardistico
dell’Hessisches Staatstheater Wiesbaden e la regia di Uwe Eric
Laufenberg. Di spalle al pubblico, seduti su divani di pelle
nera, satiri e baccanti osservano l’avvicendarsi di alcuni Papi
del passato su un grande schermo, come fossero al cinema.
Indossano solo giubbotti invernali che presto toglieranno per
danzare completamente nudi, accarezzandosi nell’estasi dei
piaceri carnali. Accanto a loro ci sono gli amanti: alcune
ragazze in topless indossano solo minigonna e sneakers, altri
uomini sono in mutande. Il pubblico che ieri sera al Petruzzelli
di Bari ha assistito alla prima del Tannhauser di Wagner, era
stato avvertito, anche con un messaggio inviato sul cellulare
degli abbonati: ci saranno “toni forti, colori plumbei e perfino
le scene con corpi nudi”. Ma dell’allestimento “tedesco”
dell’Hessisches Staatstheater Wiesbaden, dalle cui proiezioni è
stata eliminata l’immagine di Papa Francesco, non rimarrà solo
l’aspetto “scabroso”. Il Tannhauser del regista Uwe Eric
Laufenberg è pop, classico e aulico. Un’opera in cui la vera
protagonista è Elisabeth.
Nei tre atti in cui va in scena il conflitto tra l’amore
carnale che il cantore Tannhauser vive con la dea Venere nel
Venusberg, e quello spirituale che ritrova tra i mortali nel
Wartburg, è messo bene in evidenza. Ma sul palco emerge la
figura della donna salvatrice, che si sacrifica per redimere i
peccati dell’amato Tannhauser nonostante l’abbia abbandonata per
inseguire il piacere.
Da oggetto della contesa tra uomini, premio per il miglior
cantore, Elisabeth riesce a incarnare la superiorità femminile,
capace di guardare oltre il peccato e dentro la fede più
intensa, dando la propria vita per redimere Tannhauser,
salvandolo dalla dannazione eterna.
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