Un numero come infiniti altri per la Bussi matematica, ma che significa tutto per la Bussi atleta, e tanto più per una donna che dopo la laurea in Italia si è specializzata a Oxford e all’Imperial College di Londra per poi trasferirsi al Centro di fisica teorica di Trieste. Nel 2016 ha deciso di cambiare vita e inseguire il successo in sella ad una bicicletta, sempre inseguendo i numeri, sotto forma di tempo. “Questo record è mio. Anzi, nostro – ha continuato Bussi -. Grazie per averlo reso possibile col vostro sostegno, grazie ai miei sponsor, al team straordinario che mi ha sostenuto, alle persone che hanno donato, che mi hanno incoraggiata, che non hanno mai dubitato che potesse succedere. Il progetto ‘#Road2record’ ora è storia”.
Non è stato un successo facile. Una volta in Messico, Bussi è stata costretta a rimandare per due volte il tentativo per questioni legate al clima, ai quasi duemila metri di quota dove si trova il velodromo di Aguascalientes, sul quale alla fine ha completato poco più di 201 giri per conquistare il record, a poco più di un anno da quello che Ganna ha stabilito a Grenchen (Svizzera), con 56,792km. “Per la prima volta il ciclismo italiano può vantare due record dell’ora contemporaneamente – ha dichiarato il presidente della Federciclismo, Cordiano Dagnoni – e questo rappresenta perfettamente la vitalità e la salute del nostro movimento sportivo. Faccio i complimenti a Vittoria e al suo staff. La sua storia personale e sportiva dimostrano che la determinazione e la volontà sono alla base di ogni successo. Questo risultato premia un’atleta esemplare, capace di non fermarsi davanti alle difficoltà”.
Ciclismo: record dell’ora per Bussi, prima donna sopra i 50 km/h
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