Intanto domani mattina dovrebbe svolgersi ad Ancona l’udienza di convalida dell’arresto per il 53enne che si trova attualmente nel carcere anconetano di Montacuto. L’accusa, sostenuta dal pm Paolo Gubinelli, nei confronti di Panariello è di omicidio con più aggravanti (futili motivi, legame di parentela con la vittima, presenza di una persona di minore età e uso di arma per il quale è contestato anche il porto abusivo) tra le quali anche la premeditazione visto che l’uomo aveva con sé il coltello da cucina con il quale ha colpito 15 volte la moglie a casa di lei, dopo esservi entrato grazie ad un mazzo di chiavi che era rimasto in suo possesso nonostante vivesse altrove. L’incarico per effettuare l’autopsia sul corpo della vittima non è stato ancora affidato: se fosse affidato domani mattina non è escluso che l’accertamento autoptico possa avvenire nella stessa giornata.
Concetta Marruocco e la figlia 16enne avevano due telecomandi personali d’emergenza, uno ciascuna, che dovevano suonare non appena il marito e padre Franco Panariello si avvicinava a 200 metri da loro. Il divieto di avvicinamento infatti valeva per entrambe. Solo un telecomando però, nella notte tra venerdì e sabato si è attivato: quando il 55enne, sottoposto al braccialetto elettronico, era già dentro casa e ha ucciso poi la moglie con almeno 15 coltellate. E’ quanto emerge sull’omicidio di Cerreto d’Esi, in provincia di Ancona, su cui stanno indagando i carabinieri della compagnia di Fabriano e del Nucleo Investigativo. L’alert sarebbe quindi partito quando era ormai troppo tardi. Da accertare resta l’impulso sonoro che sarebbe dovuto pervenire invece alla caserma dei carabinieri più vicina a madre e figlia se l’uomo si avvicinava troppo.
Quanto ai telecomandi in dotazione a madre e figlia, sono stati sequestrati e verranno analizzati per capire cosa sia effettivamente accaduto. Sarebbero stati sopra i comodini di mamma e figlia. La 16enne è stata svegliata dalle urla della donna aggredita e uccisa dal 55enne dal quale si stava separando.
La vittima lavorava come infermiera all’ospedale di Matelica ma ora era in aspettativa. Insieme alla figlia minorenne era stata ospitata quattro mesi in una casa famiglia dopo la denuncia fatta a marzo per lesioni e maltrattamenti subiti dal marito.
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