“Siamo determinati a seguire la
situazione, convinti e consapevoli di essere davanti a un bivio.
L’unica cosa che non si può più fare è aspettare”.
Così Maurizio Cantello, segretario provinciale Fiom Cgil, al
termine dell’incontro di oggi chiesto da sindacati e Rsu di
Acciaierie d’Italia (ex Ilva) al prefetto Alessandra
Vinciguerra. Consegnato il documento approvato dal Coordinamento
Nazionale il 9 ottobre dopo il presidio davanti al ministero
delle Imprese e del Made in Italy. Focus sullo stabilimento di
Novi Ligure.
“Nel giro di pochi anni – prosegue Cantello – 130 lavoratori
si sono licenziati, ora ne restano 590. La produzione si è
ridotta a un terzo rispetto a quando gli impianti erano
ottimizzati. Non c’è più manutenzione periodica ordinaria e
straordinaria, che era affidata a ditte esterne specialmente
durante il periodo estivo”. Il prefetto ha condiviso le
osservazioni dei sindacati, assicurando di trasmetterle agli
organi governativi competenti e cercando di chiedere di attivare
interventi in tempi brevi.
Forte preoccupazione espressa anche da Rocchino Muliere,
sindaco di Novi, presente a Palazzo Ghilini. “La situazione è
davvero molto pesante – sottolinea – Come Comune metteremo in
atto iniziative per essere al fianco della battaglia dei
lavoratori. O si prendono decisioni importanti e serie per
garantire la produzione in città, oppure questa volta è davvero
critica”. Mercoledì 16 assemblea in stabilimento e giovedì sera
partenza in pullman per Roma, dove il 19 ottobre si terrà la
manifestazione nazionale.
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