La polizia in serata temevano che l’attentatore si fosse diretto proprio verso lo stadio per colpire ancora. In un video pubblicato sul profilo Facebook appartenente ad un certo Slayem Slouma si vede il terrorista rivendicare l’azione e l’appartenenza all’Isis. “Sono un Mujahid dello Stato Islamico, che vi piaccia o no.
Viviamo per la nostra religione e moriamo per questa stessa religione”, afferma l’uomo rivendicando di aver ucciso “tre svedesi proprio adesso”. Il primo ministro belga De Croo, il ministro dell’Interno e della Giustizia si sono subito riuniti nella cellula di crisi per seguire l’evolversi della situazione chiedendo ai cittadini di restare vigili ed evitare spostamenti non necessari, mentre i servizi antiterrorismo hanno preso il caso in mano. Le autorità hanno deciso di aumentare il livello di allerta e l’Ocam, l’organismo per la valutazione delle minacce terroristiche, è stato convocato d’urgenza.
“Dopo la sparatoria – ha detto il sindaco di Bruxelles capitale Philippe Close – i servizi di polizia si stanno mobilitando per garantire la sicurezza dentro e intorno alla nostra capitale, in cooperazione con il ministro degli Interni, Annelies Verlinden”. Anche Close era al centro di crisi per garantire il coordinamento delle forze di sicurezza. La capitale belga ripiomba così nel terrore dopo l’attentato al museo ebraico che aprì la serie di attacchi rivendicati da cellule dell’Isis e il duplice attentato con bombe che nel marzo del 2016 colpì l’aeroporto e la metropolitana facendo 32 morti e 340 feriti, oltre ai tre terroristi suicidi. Secondo quanto si è appreso a Parigi, il ministro Gérald Darmanin ha dato disposizione – subito dopo le notizie dell’attentato di Bruxelles con l’autore dell’azione in fuga – di rafforzare i controlli alla frontiera tra la Francia e il Belgio. “Il mio pensiero va alle famiglie delle due vittime dell’ignobile attentato avvenuto a Bruxelles. Il mio assoluto sostegno alle forze di polizia belghe affinché catturino rapidamente il sospettato. Siamo uniti contro il terrorismo”, ha scritto su X la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. “Il cuore dell’Europa è stato colpito dalla violenza. Il mio cuore va alle famiglie delle vittime dell’attacco omicida nel centro di Bruxelles. Il mio sostegno alle autorità e ai servizi di sicurezza belgi che stanno monitorando la situazione”, le ha fatto eco il presidente del Consiglio Ue Charles Michel.
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