I dati macroeconomici che indicano
un possibile proseguimento della politica monetaria restrittiva
di Fed e Bce riportano la tensione sui titoli di Stato mondiali,
con i Paesi tradizionalmente sotto la pressione della
speculazione come l’Italia che soffrono particolarmente. Restano
invece neutre le Borse.
E’ stata infatti una seduta solo marginalmente negativa per
la Borsa di Milano, con l’indice Ftse Mib che ha concluso in
ribasso dello 0,09% a 28.367 punti e l’Ftse All share in calo
dello 0,06% a 30.170 punti. I mercati azionari del Vecchio
continente sono rimasti quasi invariati, con Parigi, Amsterdam e
Madrid in rialzo dello 0,1% e Francoforte piatta. Fuori dalla
zona euro Londra è salita dello 0,6% finale.
In una giornata di generalizzata corsa dei rendimenti dei
titoli di Stato mondiali, lo spread tra Btp e Bund a 10 anni ha
concluso la seduta stabile a 200 punti base, lo stesso livello
dell’avvio della giornata, ma il rendimento del prodotto del
Tesoro è salito di 12 ‘basis point’ al 4,88%.
Il prezzo del gas è salito dello 0,8% finale a 48,9 euro al
Megawattora, mentre il petrolio prova a tenere gli 85 dollari al
barile, con l’euro saldo a quota 1,057 contro il biglietto
verde.
In questo contesto seduta di buon recupero per Tim in Piazza
Affari il giorno successivo all’ufficializzazione dell’offerta
di Kkr per la rete: il titolo del gruppo Tlc, che alla vigilia
ha ceduto il 6%, ha chiuso la giornata in Borsa a Milano in
crescita del 3,6% a 0,27 euro.
Tim è stato nettamente il gruppo migliore tra quelli a
elevata capitalizzazione di Piazza Affari, seguito da Fineco
(+1,7%), Mps e Banco Bpm, che hanno chiuso in crescita
dell’1,3%. Per contro, debole Mediobanca, che ha ceduto due
punti percentuali a 11,8 euro, con Amplifon scesa del 2,7%.
Nel paniere a minore capitalizzazione spicca Unieuro, salita
del 7,8% a 9,1 euro dopo aver acquisito Covercare, rafforzandosi
così nel settore dei servizi.
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