Il governo Meloni, quella notifica – in merito al confine con la Slovenia – l’ha già inviata. Ma “all’Ue ho precisato che si tratta di una misura che si ripromette di essere temporanea, proporzionata”, sottolinea il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il 2 novembre, a Trieste, il titolare del Viminale vedrà i suoi omologhi di Croazia e Slovenia proprio per aumentare il livello di coordinamento. “Roma garantisca il normale flusso di transfrontalieri”, è la raccomandazione del rappresentante di Ljubljana, Boštjan Poklukar, che ai cronisti ricorda con amarezza “l’insopportabile” periodo pandemico. Di fronte a questo quadro l’Ue, per ora, punta ad una soluzione: rimpatriare il prima possibile i sospetti jihadisti. Venerdì, su convocazione del coordinatore per i rimpatri, avrà luogo una riunione ad hoc con il gruppo di alto livello che rappresenta tutti i 27. Bruxelles vuole azzerare la discrezionalità dei Paesi membri e accelerare con gli accordi con i Paesi terzi. Il modello resta quello tunisino perché – sottolinea Johansson – finora la collaborazione è stata buona ed le partenze illegali, in un mese, sono scese “dell’80%”. Nel frattempo aumenta il pressing del Consiglio Ue sull’Eurocamera affinché assuma la posizione negoziale sulle norme sui rimpatri, ferme in commissione per le riserve finora espresse dai Popolari. L’obiettivo di Commissione e Consiglio è chiudere i negoziati su rimpatri e Patto sulla migrazione entro il semestre spagnolo. “Dopo i temi tecnici per l’attuazione” prima dell’Europee rischiano di non esserci, è l’avvertimento di Madrid. Al pranzo di lavoro, a porte chiuse, i ministri si soffermano sui diversi aspetti della guerra in Medio Oriente, incluso quello degli ostaggi (diversi sono originari del vecchio continente) e dagli europei ancora bloccati a Gaza. L’obiettivo, su questo secondo punto, è aumentare il pressing sull’Egitto per far sì che lascino la Striscia. Ma l’Ue naviga a vista, ripetendo, ad ogni interlocutore, la necessità di una de-escalation.
Ue: ‘Controlli ai confini danneggiano la libertà di circolazione’
“Ci sono molte sfide che l’area Schengen deve affrontare, i controlli interni sono una di queste perché anche se giustificati da cose gravi, danneggiano la libertà di circolazione”. Lo ha detto la commissaria Ue agli Affari Interni Ylva Johansson in conferenza stampa a Lussemburgo. “Rispetto al passato tuttavia c’è più dialogo con gli Stati membri, più coordinamento, più operazioni congiunte e meno persone che sono bloccate” al confine.
Comandante del Ros dei carabinieri: ‘Minacce serie ma non creare allarmismi’
Le minacce “vanno prese sempre molto seriamente, perché in passato si sono registrati casi di partecipazione ad attentati terroristici di soggetti entrati illegalmente in Italia. Non bisogna creare allarmismi, ma questi temi vanno affrontati con attenzione: abbiamo strutture di polizia efficienti che riescono a percepire il rischio e in quel caso si innalza il livello di attenzione”. Lo ha detto Pasquale Angelosanto, comandante del Ros dei carabinieri, a margine della conferenza ‘Sicurezza e Salute’ nell’Aula Magna Agazio Menniti del San Camillo, a Roma.
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