“La mia sensazione è quella di un
certo disagio, la stessa che credo stiano provando anche i
ragazzi coinvolti. Naturalmente lo dico con tutte le cautele del
caso, bisogna vedere come si evolve la situazione. Ci sono tante
cose su cui riflettere, non solo sul problema in sé, ma anche su
come il sistema cerca di risolvere i problemi. Delle volte, più
del problema, mi preoccupa di più il come lo si vuole
risolvere”. Così Paolo Nicolato, con un lungo percorso da
tecnico federale delle nazionali giovanili, dall’Under 18
all’Under 21, ospite di Palla al Centro su Rai Radio 1 Sport,
sulla vicenda scommesse che ha visto coinvolti alcuni dei
ragazzi che ha allenato, da Fagioli a Tonali.
“Nella crescita di una persona l’ambiente è fondamentale – le
parole di Nicolato – può determinare i comportamenti, il modo di
pensare di ragionare, i valori stessi. Questa vicenda deve
essere un’occasione di riflessione per assumerci le nostre
responsabilità, perché forse non stiamo dando i valori giusti e
necessari per far crescere i nostri ragazzi in maniera
indipendente. Non si tratta di fare da balia, non si può, ma si
può migliorare l’ambiente: l’informazione, i social media che
stanno causando tanti danni, gli allenatori, i dirigenti, gli
insegnanti e ovviamente in primis le famiglie. Ho elencato le
fondamenta, in questo momento mancano”.
Siamo solo alla punta dell’iceberg del fenomeno scommesse?
“Non lo so, ma mi viene difficile pensare che ci sia un’unica
persona, o due o tre – prosegue – Sarà la magistratura ad
appurare eventuali responsabilità, il problema delle scommesse
non riguarda solo il calcio. Sono curioso di come si evolverà la
situazione, faccio fatica a pensare che sia una cosa che
riguarda solo pochi elementi. La problematica sociale riguarda
come i ragazzi impiegano il loro tempo libero, che valori hanno,
che valori danno ai soldi e che valore danno a tutto quello che
comprende l’extra-campo. Non dobbiamo dimenticarci che abbiamo a
che fare con uomini, dobbiamo tirare fuori il meglio non solo
dagli atleti ma anche dagli uomini”.
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