I segretari generali di Fim- Fiom- Uilm, Roberto Benaglia, Michele De Palma e Rocco Palombella, sono arrivati a Palazzo Chigi, staccandosi dal corteo dei lavoratori, per discutere del
futuro di Acciaierie D’Italia. “Il confronto dovrebbe essere normale. È inaccettabile il gioco del cerino in corso tra governo, proprietà e presidente di Acciaierie d’Italia. Vogliamo la trattativa e che ci siano le risorse per rilanciare occupazione e produzione e per salvaguardare l’ambiente. Deve essere chiaro che vogliamo delle risposte e se non arrivano non ci fermiamo”. Così il segretario generale Fiom-Cgil, Michele De Palma, dalla manifestazione a Roma nella giornata di sciopero in tutti gli stabilimenti ex Ilva, rimarcando che se non si interviene con urgenza, “il gruppo rischia l’eutanasia”.
“Acciaierie d’Italia, operazione verità. Occupazione industria ambiente” è lo striscione che apre il corteo, diretto da piazza dell’Esquilino a piazza Santi Apostoli. Subito dietro campeggia lo striscione “Meglio una lotta disperata che una disperazione senza lotta” di Ilva Genova. Tra i cori, quello che grida “Basta cassa integrazione”.
Uilm, Palombella: “Sciopero a oltranza? Non escludiamo nulla”
“In questi mesi e in questi anni abbiamo messo su delle iniziative importanti. Adesso verificheremo, non escludiamo nulla”. Lo ha detto il segretario della Uilm, Rocco Palombella, quando è arrivato a palazzo Chigi, rispondendo alla domanda se in assenza di risposte, il sindacato sia pronto a uno sciopero a oltranza. “Vogliamo conoscere la verità, chi sta trattando, in quali condizioni e adesso cercheremo di capire”, ha risposto Palombella.
Da Bari parla il segretario della Cisl, Sbarra: “L’azienda non ha rispettato i patti. La Cisl non farà un passo indietro”
“Siamo vicini ai lavoratori dell’ex Ilva e alle categorie che oggi manifestano a Roma. Non ci sono scorciatoie. Bisogna fare arrivare un segnale forte al Governo ed a Arcelor Mittal: bisogna rilanciare gli investimenti, rialzare la produzione, portare avanti gli interventi di ambientalizzazione, far rientrare le persone dalla cig ed assicurare una prospettiva all’ex Ilva di rilancio e rafforzamento dell’intera filiera dell’ acciaio nel nostro Paese, condizione necessaria per sostenere più complessivamente la nostra politica industriale”. Lo detto da Bari il segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, a margine dell’assemblea organizzativa della Cisl Puglia. “L’azienda non sta reinvestendo – ha proseguito – non sta rispettando i patti che aveva ridefinito non solo con il sindacato ma anche con il governo. Questa è la ragione per la quale noi ieri abbiamo sollecitato il Governo a ricevere questa mattina una delegazione di sindacalisti e di lavoratori a Palazzo Chigi proprio perché vogliamo garanzie dal governo che lo stabilimento di Taranto insieme agli altri abbia una prospettiva, con un rilancio degli investimenti, un rafforzamento della produzione, della continuità produttiva, della salvaguardia di tutti i posti di lavoro. Sull’ex Ilva la Cisl non farà nessun passo indietro fino a che non vedremo accolte e soddisfatte le nostre rivendicazioni”.
In mattinata ci sono state proteste sulla D19, Diramazione di Roma sud, nel tratto compreso da Monteporzio Catone in direzione del Grande Raccordo Anulare di Roma, dove era stata temporaneamente chiusa l’Area di Servizio Frascati est per una manifestazione di lavoratori dell’ex Ilva.
Secondo quanto comunicato da Autostrade per l’Italia: “Sul posto sono operative le pattuglie della Polizia Stradale, oltre al personale della Direzione del 5 Tronco di Fiano Romano di Autostrade per l’Italia, al fine di fornire assistenza agli utenti in transito. Intorno alle 8:00, il traffico è stato bloccato per circa 15 minuti nel tratto compreso tra Monteporzio Catone e Torrenova in direzione del Grande Raccordo Anulare, con accodamenti che hanno raggiunto i 2 km. Al momento – si fa rilevare – nel tratto interessato il traffico transita su tutte le corsie disponibili e si registra 1 km di coda in diminuzione verso il Grande Raccordo Anulare di Roma”.
La viabilità sul tratto, alle ore 10, stava già tornando scorrevole.
In merito alle loro rivendicazioni, il sindacato Usb chiedeva “un immediato intervento da parte della presidente Meloni e del ministro Urso, che vengano finalmente ad ascoltare i lavoratori dell’Ex Ilva e che le facciano proprie, terminando le trattative con soggetti privati che non hanno altro interesse che speculare sulle vite dei tarantini e dei lavoratori”.
Il PD deposita un’interpellanza urgente al Governo, Boccia: “Chiariscano cosa stanno facendo”
Il presidente dei senatori del Pd, Francesco Boccia, ha depositato ieri sera un’interpellanza urgente al presidente del Consiglio e al ministro per gli Affari europei, sottoscritta da tutto il gruppo dem, nella quale si chiede di sapere, alla luce degli ultimi avvenimenti che hanno riguardato lo stabilimento di Taranto, “se corrisponda al vero che il ministro Fitto abbia sottoscritto, in luogo del ministro per le Imprese e il made in Italy competente per materia, un memorandum con l’Ad di Adi e Arcelor Mittal e se corrisponda al vero l’intenzione del Governo di voler procedere alla cessione delle quote pubbliche ad Arcelor Mittal, rinunciando al percorso finalizzato a portare Invitalia al 60% del capitale di Adi. Se intenda rendere pubblici i contenuti del memorandum e quali siano le condizioni e le prospettive per Adi e la strategia che si intende mettere in atto, in assenza di un piano industriale, per garantire la continuità aziendale e i livelli occupazionali di una realtà di importanza strategica per il Paese”.
E ancora, rivolgendosi al Governo Boccia chiede “se intenda rendere note le disponibilità del FSC e se queste siano sufficienti a garantire il ripristino dell’intervento previsto per l’impianto preridotto di ferro nello stabilimento di Taranto e il rifinanziamento di tutte le misure definanziate dal Pnrr, e se sia intenzione del Governo mettere a carico delle spettanze della Regione Puglia una quota consistente degli interventi previsti per il sito. Quali misure intenda adottare al fine di rimuovere il rinvio sine die degli interventi di ambientalizzazione del sito, tenuto conto del giudizio pendente presso la Corte di Giustizia e del parere espresso dalla Commissione europea sulla legittimità delle autorizzazioni ambientali concesse allo stabilimento ex Ilva di Taranto; se intenda istituire un Tavolo permanente, con il coinvolgimento delle istituzioni locali, finalizzato a fronteggiare il complesso delle problematiche relative alla gestione degli impianti dell’ex Ilva e all’attuazione dei progetti relativi all’area di Taranto in materia di bonifica e risanamento ambientale, transizione ecologica degli impianti, tutela della salute e salvaguardia dei livelli occupazionali, e alla stesura di un accordo di programma di durata pluriennale per il raggiungimento dei predetti obiettivi; se sia intenzione del governo favorire la dismissione di altri importanti impianti siderurgici in Italia, a partire da quello di Piombino, e quali iniziative intenda adottare per fronteggiare la preoccupante situazione anche negli stabilimenti ex-Ilva di Genova Cornigliano e Novi Ligure”.