“Parlare di me in questo documentario è stato come fare una sgangherata seduta psicanalitica. Mi ha permesso di tornare ai periodi in cui quei film li giravo, a ciò che provavo, è stato molto interessante anche per me” spiega Argento, che non ha ancora visto il film: “Lo vedrò per la prima volta con il pubblico” spiega sorridendo. Per lui, Profondo Argento (prodotto da Baires Produzioni e Luce Cinecittà) è anche l’occasione “di rimettere a posto delle verità su cose che negli anni sono state spesso travisate. Spesso leggo su di me certe panzane…”. Il suo cinema risponde principalmente “a sogni, incubi, stati d’animo, al modo in cui mi rapporto con la mia parte oscura – sottolinea -. La paura resta paura e tutti la riconosciamo, anche se assume varie forme. Può essere paura sociale, paura di essere aggredito, o quella dell’io profondo”.
Alla zona d’ombra “di mio padre nessuno ha accesso a parte lui – spiega Asia Argento nel film -. Io l’ho intravista come il pubblico nei suoi film. È un giardino segreto. Credo lui abbia capito molto presto che è un luogo prezioso e se n’è preso cura”. Si è liberato di alcuni traumi “con il cinema… è stata la sua terapia”. Per raccontare Dario Argento “abbiamo indagato su come si è costruito questo cineasta di rottura nel cinema italiano – spiega all’ANSA Giancarlo Rolandi -. Lui affronta dei temi di grande modernità per l’epoca”. Per Steve della Casa, “Dario Argento è un ideale protagonista di quella Nouvelle Vague che in Italia non c’è stata, insieme a autori come Marco Bellocchio e Bernardo Bertolucci, che sono anche collegati alla sua storia”. Reduce dal successo nel mondo di retrospettive dedicate al suo cinema organizzate da Luce Cinecittà, Argento è consapevole di essere un considerato un modello: “Lo vedo ad esempio in molto cinema coreano o in autori come Guillermo del Toro o Quentin Tarantino”. Intanto il regista non si ferma: ha in cantiere un film a Parigi con Isabelle Huppert, sul quale si sa solo che dovrebbe essere il remake di un thriller messicano degli anni ’40, diventato un classico.
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