Borse europee contrastate intorno
alla parità con gli indici Usa in rosso nella prima seduta delle
settimana dei tassi Bce e del Pil Usa. Milano e Parigi
guadagnano lo 0,05%), cedono invece Madrid (-0,9%), Francoforte
(-0,68%) e Londra (-0,55%) Sullo sfondo le tensioni
internazionali, con in primo piano la guerra tra Israele e Hamas
e quella tra Russia e Ucraina in corso da 20 mesi domani. Un
clima che surriscalda il mercato dei titoli di stato, con il
differenziale tra Btp e Bund tedeschi che risale a 201,1 punti,
con i rendimenti in crescita di 1,8 punti al 4,94% in Italia e
di 3,4 punti al 2,92% in Germania. Sale l’euro a 1,06 dollari,
stabile la sterlina a 1,21 biglietti verdi, in rialzo il rublo a
94,76 sul dollaro e 100,51 sull’euro. Tiene l’oro (+0,1% a
1.979,35 dollari l’oncia), cede il greggio (Wti -0,4% a 87,72
dollari al barile) e scivola il gas naturale (-2,41% a 49,88
euro al MWh). Contrastato il comparto dell’energia con Bp
(-1,9%), Repsol (-1,31%), Eni (+0,26%) e TotalEnergies
(+0,05%).
Pesano gli automobilistici Mercedes (-1,44%) e Volkswagen
(-1,88%), in vista della trimestrale diffusa da Renault (-2,35%)
il 19 ottobre. Pesa Pirelli (-4,82%), dopo il taglio della
raccomandazione a ‘neutral’ da parte di Intermonte.
In campo bancario sprint di Bper (+2,32%). Tengono Banco Bpm
(+0,4%) e Unicredit (+0,52%), che ha sottoscritto un accordo con
Alpha Bank (+0,18% ad Atene). Acquisti su Mediobanca (+1%),
cedono Sabadell (-2,69%), Mps (-1,7%), NatWest (-1,64%) e
Santander (-0,94%), poco mossa invece Intesa (-0,04%). Scivola
Nexi (-4,41%) penalizzata dal taglio della raccomandazione a
‘hold’ (tenere in portafoglio) da parte di Deutsche Bank, mentre
Tim (-2,88%) si prepara a riunire il Cda per esaminare l’offerta
di Kkr.
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