COME SCEGLIERE LA PASTA – I criteri per scegliere la pasta sono naturalmente legati alla sua qualità: l’ideale è mettere in tavola una pasta prodotta con farina 100% integrale, e non con farina 00 e crusca aggiunta. Ottima è anche la pasta essiccata a una temperatura inferiore agli 80 °C. perché le temperature troppo elevate determinano la formazione di furosina, una glicotossina dannosa per l’intestino, che può causare anche l’abbassamento del livello di amminoacidi essenziali contenuti nella pasta, provocando così un danno nutrizionale al prodotto. Osserviamo bene la pasta al momento dell’acquisto: più è bruna di colore, più alte saranno state le temperature utilizzate per la sua essiccazione. Una pasta che ha subito un danno termico mantiene dopo la cottura un cuore “duro” che non ha niente a che vedere con una buona cottura al dente.
SE CONSUMATA CORRETTAMENTE LA PASTA NON FA INGRASSARE – La pasta viene spesso accusata di essere un alimento che fa ingrassare. La verità, invece, è che può essere un’opzione molto povera di grassi e calorie, se preparata correttamente. La pasta è fatta solo di farina e acqua: una singola porzione da 80 grammi contiene solo 200 calorie circa, la maggior parte delle quali derivano dai carboidrati complessi di cui il nostro corpo ha bisogno per ottenere energia. A questo punto, tutto sta nel condirla con materie prime di qualità e ad alto valore nutrizionale, senza eccedere con i grassi. Ad esempio, gli spaghetti possono essere serviti insieme a pomodorino giallo, olive e pesce spada; oppure possiamo preparare un bel piatto di fusilli, feta e menta, o ancora abbinare rigatoni integrali con crema di ceci, rosmarino e zafferano.
A DIETA È MEGLIO LA PASTA LUNGA O CORTA? – Se stiamo seguendo un regime ipocalorico, la pasta lunga è meglio dei formati corti. Durante il processo di cottura acquisisce più volume e ci trasmette quindi un maggiore senso di sazietà. Gli spaghetti, inoltre, hanno un indice glicemico più basso alla pasta corta, perché il processo di pastificazione, sia artigianale che industriale, nella fase di estrusione forma una pellicola protettiva che rallenta la gelatinizzazione degli amidi durante la cottura e di conseguenza rallenta anche la digestione: resteremo dunque sazi più a lungo.
QUANDO CONSUMARLA? – I tempi ideali per consumare un piatto di pasta variano in base alle esigenze e agli stili di vita di ciascuno: il momento migliore per chi fa sport è il pasto post-allenamento, anche la sera, a dispetto di quello che spesso si sente dire. Un piatto di pasta a cena è un ottimo modo per dormire meglio, perché spaghetti, fusilli e affini favoriscono la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia. Inoltre, dato il suo basso indice glicemico, evita gli sbalzi di glicemia, che possono disturbare il riposo. Infine, la pasta è amica del buonumore perché i carboidrati complessi aumentano la velocità con cui il cervello produce il triptofano, un aminoacido che favorisce la sintesi della serotonina, l’ormone del benessere.
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