La prima installazione, firmata Ugo Nespolo, che è stata svelata alla presenza del Rettore, professor Gianni Canova, del Presidente del Consiglio di Amministrazione, professor Giovanni Puglisi, del Preside della Facoltà di Arti e Turismo, professor Vincenzo Trione e degli Assessori alla Cultura rispettivamente di Regione Lombardia e del Comune di Milano, Francesca Caruso e Tommaso Sacchi – è il Teatro delle Arti Mediali.
Il lavoro artistico dello scultore biellese, a cui nell’occasione è stato conferito il Diploma di Master ad honorem in Management delle Risorse Artistiche e Culturali, resterà come opera stabile nella hall dell’edificio IULM 1, cuore del Campus e snodo della vita dell’ateneo.
Nella motivazione del Diploma di Master honoris causa si legge: “Tra gli eretici animatori dell’Arte Povera, tra i protagonisti più originali della Pop Art italiana, ma anche cineasta e teorico, Ugo Nespolo è tra gli ultimi eredi di quella che è stata definita ‘avanguardia di massa’. Erede consapevole del futurismo, capace di muoversi su registri, media e territori non contigui (pittura, scultura, grafica, design, cinema, televisione), impegnato a intrecciare, sulle orme di una nobile tradizione novecentesca, l’esperienza del fare con la pratica della scrittura critica, Nespolo ha compiuto continue scorribande tra pratiche e linguaggi, senza mai tradire il suo stile inconfondibile, fondato su cromie luminose e sgargianti, sul rispetto della riconoscibilità, sulla volontà di risolvere ogni figura in una chiave popolare e infantile. Ma, soprattutto, sulla sapienza nel costruire divertite narrazioni visive”.
TAM TAM è la ripetizione ritmica, come il suono di un tamburo – tra i primi modi di comunicare a distanza – delle iniziali dell’opera del Maestro Nespolo, Teatro delle Arti Mediali, che rappresenta 14 icone della comunicazione: dalla macchina per scrivere, alla chiocciola della posta elettronica, dalle testate dei quotidiani alla televisione e alla radio e alla cinepresa e anche una rivisitazione del Pensatore di Rodin.
“Il Teatro delle Arti Mediali – ha annunciato il Rettore Canova all’inaugurazione – è solo la prima tappa di un più ampio Museo Diffuso della Comunicazione che occuperà man mano gli spazi interni ed esterni dell’Ateneo. Questo vuole essere un museo aperto non solo alla comunità della IULM, ma anche alla città, e vuole narrare le discipline che insegniamo in questa Università, ovvero la comunicazione in tutte le sue sfumature. Ci siamo domandati: com’è possibile che nel nostro Paese non esista un museo dedicato alla comunicazione? Allora, iniziamo a farlo partendo da qui”.
“L’Università IULM già ospita da anni – ha aggiunto il Rettore – diverse opere d’arte, da Pomodoro a Isgrò, da Moncada a Rotelli. Un quartiere si può rigenerare anche a partire dalle opere d’arte che ospita. E l’idea è quella di fare del Campus IULM un territorio di bellezza diffusa e un museo espanso della comunicazione“.
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