“Ad agosto ho disposto l’invio di missioni ispettive straordinarie in Pakistan, Sri Lanka e Bangladesh. Nei giorni scorsi, una simile missione ha ispezionato le ambasciate a Kinshasa e Brazzaville. Ulteriori ispezioni sono previste anche in altre regioni, quali l’America Latina” e i risultati “sono a disposizione delle competenti autorità, anche giudiziarie”. Lo ha detto il ministro aggiungendo di avere dato “istruzioni perché siano anche la base per una profonda revisione delle procedure di rilascio dei visti”.
“Ambasciate e consolati offrono un significativo contributo alla lotta contro reti di malaffare ai danni del nostro Paese. Lo dimostrano le regolari segnalazioni di frodi, tentate spesso con la complicità di organizzazioni criminali attive in Italia. Bisogna però continuare a dotare i nostri uffici, veri avamposti all’estero, di tutte le risorse di cui hanno bisogno. È il percorso di incremento degli organici che abbiamo avviato, anche con il sostegno del Parlamento, e che va proseguito”. Lo ha spiegato Tajani ricordando che “nel decreto-legge sull’immigrazione, ora in prima lettura qui alla Camera, abbiamo previsto di rafforzare immediatamente con personale della Polizia di Stato l’organico delle sedi più esposte. Alle quali destineremo ulteriore nostro personale”. Allo stesso tempo, ha aggiunto, i “visti servono anche a favorire commercio e investimenti, formazione e scambi culturali. E flussi turistici di qualità”. E l’impegno del governo è per “rafforzare i canali legali e sicuri di migrazione dei lavoratori stranieri, a vantaggio delle nostre imprese”, ha sottolineato Tajani, ricordando il recente potenziamento del decreto flussi, che ha portato a quote quasi raddoppiate per gli ingressi legali e programmazione pluriennale”.
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