“Abbiamo voluto accendere i
riflettori sulle condizioni di lavoro delle dipendenti e dei
dipendenti delle farmacie nel nostro territorio. Assistiamo
infatti ad un drastico peggioramento, amplificato dall’avvento
delle multinazionali, che stanno acquistando numerose farmacie a
Perugia e in altre zone della provincia, tagliando poi sul
lavoro e sulla sua qualità”: lo ha detto Vasco Cajarelli, della
Filcams Cgil di Perugia, intervenendo stamani, mercoledì 25, al
presidio organizzato dal sindacato davanti alla farmacia
Marcucci, di Ferro di Cavallo (Perugia), recentemente passata ad
una multinazionale “che ha già messo in atto provvedimenti –
spiega in una nota la Cgil – che hanno colpito il lavoro,
licenziamenti compresi”.
Ma questo caso – sottolinea il sindacato – è solo la punta
dell’iceberg di un fenomeno che, se non controllato, rischia di
destrutturare definitivamente un settore già colpito da bassi
salari (un dipendente di una farmacia guadagna intorno ai 1.400
euro mensili), da un continuo aumento dei ritmi di lavoro e da
un allargamento delle mansioni richieste al personale.
“Con l’avvento della farmacia dei servizi – ha spiegato
Riccardo Dentini, farmacista e delegato della Filcams Cgil di
Perugia – oggi noi ci troviamo ad effettuare
elettrocardiogrammi, holter, tamponi e altri interventi per
venire incontro ad un servizio sanitario sempre più in
difficoltà. Ma il personale per svolgere queste nuove mansioni è
sempre lo stesso ed inevitabilmente si va in affanno. Questo –
ha concluso Dentini – porta anche ad un peggioramento dei
servizi offerti dalla farmacia e alle lunghe file che spesso si
formano davanti al bancone”.
“Tutti sanno che, soprattutto nel periodo della pandemia, le
farmacie hanno fatto soldi a palate – ha detto ancora Cajarelli
all’ufficio stampa della Cgil umbra – per questo è inaccettabile
che oggi le condizioni di chi nelle farmacie lavora, di chi fino
a ieri era considerato un eroe di fronte all’emergenza, stiano
addirittura peggiorando. Per questo abbiamo chiesto un incontro
a Federfarma affinché intervenga su questa situazione
inaccettabile e garantisca qualità del lavoro e quindi del
servizio offerto alla cittadinanza”.
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