Intesa Sanpaolo “è una delle banche più solide a livello europeo: è la forza del nostro bilancio, unita alla sensibilità di Intesa Sanpaolo e delle sue persone nei confronti delle comunità in cui opera, a permettere la realizzazione del principale programma per il sociale promosso nel Paese da un soggetto privato” spiega Carlo Messina.
“La nostra attenzione, la nostra sensibilità nei confronti della comunità non nascono oggi – ricorda – sono parte essenziale delle radici del nostro gruppo. Nell’ultimo decennio abbiamo articolato in maniera sempre più ampia il nostro programma a favore dell’inclusione finanziaria, educativa e sociale; in particolare tra il 2018 e il 2022 il programma ha raggiunto una dimensione pari a 1 miliardo di euro”. Il manager dà appuntamento a domani a Brescia, “la città dove troverà sede la nostra nuova unità organizzativa ‘Intesa Sanpaolo per il Sociale'”, che ospiterà il convegno ‘Nessuno escluso. Crescere insieme in un Paese più equo’ per parlare “del forte aumento delle disuguaglianze nel paese e del nostro programma”.
Intesa Sanpaolo, a riserva la tassa extraprofitti
Intesa Sanpaolo destinerà a riserva non distribuibile la cosiddetta tassa extra profitti, ovvero un importo pari a circa 1.991 milioni di euro, corrispondente a 2,5 volte l’ammontare dell’imposta di circa 797 milioni, avvalendosi dell’opzione prevista dal Governo. Il cda lo proporrà all’assemblea, in sede di approvazione del bilancio d’esercizio 2023 e di destinazione dell’utile dell’esercizio e distribuzione agli azionisti del dividendo. L’imposta, si legge in una nota, ammonta a circa 828 milioni di euro per il gruppo e Intesa Sanpaolo darà peraltro indicazione alle controllate interessate dal provvedimento (Fideuram, Intesa Sanpaolo Private Banking e Isybank) di adottare lo stesso orientamento, con una conseguente destinazione a riserva non distribuibile per il gruppo Intesa Sanpaolo pari a circa 2.069 milioni di euro, corrispondente a 2,5 volte l’ammontare dell’imposta. Intesa Sanpaolo “continuerà a supportare iniziative per far fronte ai bisogni sociali, contrastare le disuguaglianze e favorire l’inclusione finanziaria, sociale, educativa e culturale” sottolinea la nota, spiegando la decisione del cda. In particolare, Intesa Sanpaolo intende contribuire per un ammontare previsto pari a circa 1,5 miliardi di euro di costi complessivamente nel quinquennio 2023-2027 e già incluso pro-quota nelle prospettive di utile netto per il 2023-2025, che comprende circa un miliardo di euro per gli importi destinati alle iniziative sociali e circa 500 milioni di euro per i costi di struttura delle circa 1.000 persone dedicate a supportare le iniziative.
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