La Sezione di controllo della Corte
dei Conti delle Marche, guidata dal presidente Vincenzo Palomba,
ha dichiarato parificato il Rendiconto d’esercizio 2022 della
Regione Marche. La decisione è arrivata al termine dell’udienza
tenuta alla Loggia dei Mercanti ad Ancona, alla quale hanno
partecipato, tra le molte autorità, il presidente della Regione
Francesco Acquaroli e diversi assessori tra i quali il vice
presidente Filippo Saltamartini con deleghe alla Sanità,
Francesco Baldelli (Infrastrutture e Lavori Pubblici) e Chiara
Biondi (Cultura e Istruzione).
“Pur a fronte di un contesto caratterizzato, a livello
nazionale, da importanti elementi di instabilità (conflitto
russo-ucraino) e presenza di forti spinte inflattive (energia,
materie prime) – scrivono i giudici – e, a livello locale, delle
calamità alluvionali e sismiche che hanno investito parte del
territorio della provincia anconetana, la Regione è stata in
grado di garantire, anche per il 2022, il mantenimento degli
equilibri di bilancio di competenze e di cassa”.
Il risultato d’esercizio, al 31 dicembre 2022, ammonta a
823,64 milioni mentre la quota disponibile, al netto di vincoli
e accantonamenti, è negativa per 57,12 milioni di euro, in
riduzione del 26% rispetto al precedente esercizio”. Le entrate
di competenza nell’esercizio 2022 sono state 5,18 miliardi di
euro, tra cui tributarie per 3,49 miliardi. Tra gli scostamenti
tra previsioni e accertamenti rispetto all’esercizio precedente,
che in totale ammontano a 778 milioni (-14,31%), spicca la
mancata accensione di mutui (-100%).
Il presidente Acquaroli ha ribadito il rapporto di leale
collaborazione con la Corte dei Conti, sottolineando come le
osservazioni serviranno alla Regione che continuerà a lavorare
per rendere la propria azione sempre più “efficace, tempestiva e
trasparente”; ha citato i fattori (internazionali, calamità
naturali ecc.) che hanno segnato il 2022, sottolineando come il
risultato di 823 milioni sia stato raggiunto “nel rispetto dei
valori e vincoli di finanza pubblica, con invariata pressione
fiscale e indebitamento in flessione. Sono stati assicurati
conti in ordine e stabilità finanziaria in prospettiva di
sviluppo e coesione sociale”.
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