L’Emilia-Romagna potenzia la
sanità pubblica – d’urgenza – di prossimità, con lo scopo di
intercettare i pazienti con bassa criticità, codici bianchi e
verdi, e alleggerire il lavoro dei Pronto soccorso che così
potranno concentrarsi sui casi più gravi, riducendo i tempi di
attesa e migliorando la presa in carico. La Regione punta sui
Cau, i Centri di assistenza urgenza, coi primi 30 che saranno
attivati entro fine anno. Centri sui quali parte dal primo
novembre una campagna d’informazione con affissioni, social e un
portale online con domande e risposte. Il ‘claim’
dell’operazione è “Lunga vita alla sanità pubblica”.
In concreto i Cau sono strutture sanitarie territoriali – a
regime almeno una per ogni distretto sanitario – dotate di
équipe medico infermieristiche adeguatamente formate, che,
quando il percorso sarà completato, saranno attive H24 7 giorni
su 7, con un bacino d’utenza tra 35.000 e 75.000 abitanti.
Fisicamente, alcuni saranno ospitati nelle Case della comunità,
per altri saranno riconvertiti gli attuali Punti di primo
intervento e per altri ancora saranno predisposti spazi
adiacenti ai Pronto soccorso. L’obiettivo è quello di garantire
a tutti i cittadini la cura migliore e un percorso di assistenza
personalizzato, in tempi rapidi e senza lunghe attese. Fanno
parte della più ampia riorganizzazione delle cure primarie
territoriali e del sistema di emergenza-urgenza regionale.
Per l’assessore regionale Raffaele Donini prende così avvio
“un modello profondamente innovativo, che potrebbe aprire una
nuova strada nel Paese, in una fase in cui il servizio sanitario
nazionale è costretto a cambiare, perché in ballo c’è la sua
stessa sopravvivenza”.
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