“No alla riforma costituzionale con
la separazione delle carriere in magistratura perché disegna un
piano inclinato chiarissimo verso la dipendenza del pubblico
ministero dal potere esecutivo, con una perdita di garanzie
nella fase delle indagini e anche nella fase processuale, una
perdita gravissima per il cittadino”. Il procuratore di Ascoli
Piceno Umberto Monti ha ribadito la sua contrarietà alla
proposta di riforma costituzionale con la separazione degli
ordinamenti tra magistratura inquirente e magistratura
giudicante, durante un’assemblea aperta dell’Anm ad Ancona.
Monti ha promosso un documento basato sulle considerazioni di
576 magistrati in pensione, sottoscritto da oltre mille
magistrati in servizio e trasmesso a governo e al Parlamento.
Secondo il procuratore di Ascoli, la separazione delle carriere
significa che “chi decide le indagini e chi le fa non è autonomo
e indipendente, ma un funzionario dipendente dal potere
esecutivo, la discrezionalità dell’azione penale viene affidata
al potere politico. E il Csm sarda ebbe composto dal 50%, invece
che un terzo, di membri di nomina politica. E’ evidente che la
riforma va a questo fine”. E – ha sottolineato – “non è vero che
l’Europa ci chiede questo, l’Europa ci chiede il contrario. In
Francia e Germania le carriere non sono separate e la formazione
è unica. Le raccomandazioni europee specifiche sul pubblico
ministero indicano che i Paesi membri devono avere dei
maccanismi che garantiscano che il pm possa fare il giudice e
vice versa, a garanzia dell’autonomia e indipendenza della
magistratura”.
Di parere opposto l’avvocato Francesca Petruzzo, della camera
penale di Ancona. “Sì alla separazione delle carriere per i
magistrati perché lo dice l’art. 111 della Costituzione – ha
sostenuto -. Noi abbiamo come unico garante il giudice e quindi
dobbiamo fare in modo di garantire la sua terzietà e
imparzialità. Questo comporta che l’ufficio del pubblico
ministero faccia una strada, un percorso di carriera diverso e
distinto da quello della magistratura giudicante. ma basta anche
– ha sottolineato – con il passaggio dei magistrati che vanno al
Ministero, la separazione della carriere serve anche a questo”.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA