Che insidie nasconde questa partita?
“Ci sono molte insidie, perchè il Verona era partito molto bene e ha grande forza fisica e una squadra che ti impegna molto a livello fisico. Noi per dare valore alla vittoria di Milano dobbiamo fare risultato, altrimenti buttiamo a mare quello che abbiamo fatto domenica”.
Cosa vuol dire tornare in testa alla classifica?
“Non è questione di simbolo. Nessuno vuole cacciare indietro la parola scudetto. Dobbiamo essere realisti, noi stiamo lavorando bene e quotidianamente per migliorare, perchè la Juventus abbia un futuro. Bisogna consolidare questo futuro facendo crescere la squadra sia a livello tecnico che mentale e costruire una squadra solida. Bisogna avere chiaro che l’obiettivo è entrare nelle prime quattro per giocare la Champions. Poi le valutazioni le faremo a fine stagione”.
Come stanno Chiesa e Vlahovic?
“Stiamo tutti bene. Chiesa è rientrato dopo tre settimane e ha fatto una buona settimana. Vlahovic era più avanti di Chiesa. Tutto il resta della squadra sta bene, ma a parte i singoli domani è una partita difficilissima e dobbiamo metterci al loro pari altrimenti rischiamo brutte sorprese. Partono titolari? Non ho ancora deciso, domani ho la rifinitura e poi decido”.
Può avere chance Nicolussi Caviglia e in che ruolo lo vede?
“È un giocatore adatto a stare davanti alla difesa. Può fare la mezzala, è intelligente, si sta allenando bene, può arrivare il suo momento”.
Ha percepito qualche segnale come prima della sfida di Sassuolo?
“Ero sereno anche prima di Sassuolo. Domani è una partita diversa, perché giocheremo in casa e avremo bisogno del pubblico. Noi dobbiamo giocare le partite mettendoci al pari degli avversari, perché è sempre molto difficile vincere le partite e dobbiamo metterci al pari loro così possiamo avere dei vantaggi a livello di qualità tecniche. Non dobbiamo pensare al fatto che andremo in testa alla classifica, per noi sono importanti i tre punti anche per tenere lontane le altre. Dobbiamo fare una partita con ordine”.
Ha chiarito con la squadra il finale di Milano? Che prospettive può avere Nonge?
“Nonge è un ragazzo giovane che sa giocare molto bene a calcio però deve imparare a fare tante altre cose, perchè all’interno della partita servono tante cose come i contrasti e i duelli fisici e non solo la tecnica. Per il resto è questione di crescita della squadra, abbiamo visto i video. Saranno fondamentali equilibrio e lavoro quotidiano. Dopo Milano abbiamo passato una settimana dove l’euforia esterna può farci solo male, ma se la prendi nel modo sbagliato può far male. Vedremo domani se Sassuolo ci ha insegnato qualcosa e che partita riusciremo a fare”.
È cresciuta la consapevolezza del gruppo?
“Avere giocatori giovani miscelati a esperti ti dà entusiasmo e spensieratezza. Poi ci sono partite come quella di domani dove a livello di motivazioni è più difficile da preparare rispetto a quella con il Milan. Giochiamo con una squadra che si deve salvare, fisicamente forte. Non dobbiamo avere la presunzione e la superficialità di pensare che sia tutto facile. Domani altro step che la squadra deve fare. Da qui a fine anno, per noi, deve regnare l’equilibrio perchè arriveranno i momenti difficili”.
McKennie può esser utile? Avete ricevuto pochi elogi dopo la vittoria di San Siro?
“McKennie può essere utile, deve essere concentrato per tutto il campionato, questo può essere un punto di crescita anche per lui. Quando sei alla Juventus, viene vista come la favorita. Sappiamo i nostri limiti, devono diventare i nostri punti di forza. Il gruppo ha voglia di fare, lo sta facendo, si gioca di squadra. Ogni singolo obiettivo è al servizio della squadra. Bisogna solo giocare così per arrivare in fondo all’obiettivo. Non è stata una partita eccelsa dal punto di vista tecnico, ma è stata una grande partita. Potevamo fare più gol, non ne abbiamo fatti e possiamo migliorare. Domani è completamente diversa. Negli scontri diretti li giochiamo, queste partite dobbiamo avere il dovere di vincere. Ci vuole pazienza, compattezza e giocare con umiltà”.
Non si rischia di limitare le potenzialità della squadra?
“Mettersi alla pari è una questione di rispetto. Per arrivare in cima le partite che dobbiamo vincere non sono gli scontri diretti, perché negli scontri diretti può succedere di tutto. Se non hai rispetto in queste partite poi non è semplice rigirare la partita. Per questo dobbiamo metterci alla pari così abbiamo più possibilità di vincere la partita. Una volta si diceva che il campionato si vince con le piccole e si perde con le piccole. Il calcio è una questione di numeri, i punti per stare su sono sempre gli stessi”.
C’è un aspetto che mancava nella scorsa stagione?
“Abbiamo due rose diverse. Lo scorso anno avevamo giocatori di grande esperienza internazionale quest’anno no, ma abbiamo giocatori con grande voglia. Sono due gruppi diversi e bisogna ottenere il meglio possibile con quello che abbiamo a disposizione”.
A sinistra più Cambiaso di Kostic?
“Qua ho un dubbio anche se Iling sta decisamente meglio. Domani devo decidere”.
Mancano i gol su punizioni…
“Bisogna prendere più punizioni dal limite, perchè di calcianti ne abbiamo”.
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