Tra dimissioni ed esclusioni, la guerra interna, come la descrivono diversi giornali, arriva in un momento in cui Syriza, che con Tsipras si era spostata verso il centrosinistra, è in difficoltà, uscita a pezzi dalle ultime elezioni legislative. Un colpo che aveva spinto Tsipras a gettare la spugna alla fine di giugno.
In parlamento, il partito che nel 2015 guidò lo scontro con gli europei per la concessione di un piano di salvataggio per la Grecia, è ora rappresentato solo da 47 deputati su 300. Kasselakis, sconosciuto sulla scena politica fino a pochi mesi fa, ha annunciato di voler escludere tre ex ministri di Tsipras, influenti dirigenti di Syriza, che non nascondono la loro ostilità nei suoi confronti.
Altra partenza clamorosa, quella dell’eurodeputato Stelios Kouloglou che lunedì ha annunciato l’uscita dal partito, deplorando “la mancanza di un’opposizione seria e la proiezione della vita personale del nuovo presidente nel dialogo pubblico”. “Espellere (membri) dagli Stati Uniti (dove Kasselakis si trovava ancora all’inizio della settimana) utilizzando il social X non è il modo in cui funziona un partito”, ha reagito uno dei re dirigenti nel mirino, Nikos Filis.
Già prima dell’arrivo del nuovo leader, l’ex ministro dell’Istruzione aveva assicurato che il suo partito “non aveva bisogno di un messia o di una figura politica della generazione Instagram”. “È probabile che stiamo andando verso una scissione nel partito”, dice Manos Papazoglou, professore di scienze politiche all’Università del Peloponneso, “Non si è mai verificato un simile disconoscimento da parte dei dirigenti di partito nei confronti di un leader politico”.
Le dichiarazioni di Kasselakis hanno suscitato indignazione nelle file di un partito la cui ala resta molto ancorata alla sinistra. Parlando davanti agli industriali greci, il nuovo leader ha assicurato che Syriza non “demonizzerà” più il capitale privato. Dalla sua campagna per la guida del partito, Stefanos Kasselakis è stato accusato dai suoi detrattori di non aver mai avuto un mandato elettorale e di non avere un programma per Syriza. I media greci si sono concentrati sul suo stile di vita e sulla sua omosessualità, messa in mostra in un Paese dove la famiglia tradizionale resta il pilastro della società.
Il suo recente matrimonio negli Stati Uniti con il suo compagno, un infermiere americano, o il desiderio espresso di avvalersi di una madre surrogata hanno suscitato entusiasmo nei media. In caso di scissione, per Syriza non sarebbe la prima volta. Nel 2015, nel pieno delle turbolenze economiche, l’ex ministro delle Finanze Yanis Varoufakis ha sbattuto la porta al governo di Tsipras per formare un proprio partito.
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