“Il fatto è – continua De Sica che sta attualmente girando una commedia per Netflix, Ricchi a tutti i costi di Giovanni Bognetti – che si racconta sempre il nero e questo è sbagliato. Oggi credo funzionerebbe molto una commedia elegante alla William Holden. La gente correrebbe sicuramente in sala, ha bisogno di certe cose. Ci sono tante famiglie felici che nessuno racconta. Mio padre stesso era un vero maestro nel mettere la bontà dentro una storia”. E ancora sui ruoli non comici della sua vita: “Ho fatto una volta una Medea e, per Avati, un ruolo drammatico ne Il figlio più piccolo, ma ero un padre mascalzone. Il fatto è che sono stato legato ad Aurelio De Laurentiis e ai suoi film di Natale con contratti lunghissimi che mi hanno impedito di poter accettare ruoli diversi. Oggi, proprio De Laurentiis si è accorto che in ‘Vita da Carlo’ funzioniamo davvero bene io e Verdone. A saperlo, ha detto, vi avrei fatto lavorare insieme e non separati”. Da parte di Teresa Saponangelo tanta felicità di aver interpretato Eleonora anche se confessa non ha affatto il pollice verde che mostra nel film, mentre riguardo a come affrontare le difficoltà, dice: “Credo più al supporto di amici che al singolo individuo che mi sta accanto”. È diverso per De Sica: “Sono cinquant’anni che sto con Silvia – Verdone, ndr – le devo tutto. Senza di lei sarei stato perso, è lei che mi ha spinto a fare il teatro ed è una donna con la quale ancora rido”. Che comicità avremo in futuro con il politicamente corretto? “Il politicamente corretto è una stronzata, la risata nasce dalla cattiveria, fa ridere uno che cade non uno che corre. Anche Feydeau non era così gentile se lo si guarda bene. Solo Zalone se ne frega di tutto questo e va avanti lo stesso”. Come mai? “Perché muove tantissimi soldi”.
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