Ambasciata d’Israele all’Onu: la risoluzione per la tregua è “un’infamia”
L’ambasciatore israeliano all’Onu, Gilad Erdan, dopo l’approvazione all’Onu della risoluzione per una “tregua umanitaria” del conflitto in Medio Oriente, ha parlato di “giorno che passerà all’infamia”. E ha aggiunto: “Oggi è un giorno buio per l’Onu, che non ha più un briciolo di rilevanza o legittimità”. E ha detto: “Israele non fermerà l’operazione finché le capacità terroristiche di Hamas non saranno distrutte e i nostri ostaggi non saranno restituiti”.
La diretta streaming da Gaza (video live)
Biden, pronti ad “altre azioni” contro gruppi pro-Iran
Il presidente Usa, Joe Biden, ha inviato una lettera al presidente della Camera, Mike Johnson, affermando che gli Stati Uniti “sono pronti a intraprendere ulteriori azioni” in seguito agli attacchi dei gruppi legati all’Iran contro le forze americane in Iraq e Siria. La missiva arriva dopo che i caccia Usa hanno colpito ieri depositi di armi e munizioni in Siria. Nell’ultima settimana le truppe Usa e della coalizione sono state attaccate almeno 19 volte in Iraq e in Siria da forze sostenute da Teheran. Hamas, la Jihad islamica ed Hezbollah in Libano sono tutti sostenuti dall’Iran. Giovedì all’Onu, il ministro degli Esteri iraniano, Hossein Amir-Abdollahian, ha avvertito che se l’offensiva di Israele contro Hamas non finirà, gli Stati Uniti “non saranno risparmiati da questo fuoco”.
Khan Younis, colpita da Israele rete tunnel vicino Rafah
Una rete di tunnel lunghi anche due-tre chilometri, a dodici metri di profondità, utilizzati dai miliziani di Hamas per trasportare armi e fuggire agli attacchi, ma anche per trasferire gli ostaggi israeliani. Cinque di questi sentieri sotterranei sarebbero stati distrutti dalle forze aeree israeliane. La Difesa israeliana ha mostrato una mappa, in cui sono indicati gli obiettivi colpiti: uno sarebbe a North Gaza, al confine con Israele, un altro a Deir Al-Balah, il terzo a Gaza e altri due nella zona meridionale della Striscia, entrambi nell’area a sud di Khan Younis, a poca distanza da Rafah, la porta d’accesso all’Egitto. Alcuni di questi tunnel, secondo l’intelligence di Tel Aviv, potrebbero essere stati riempiti di esplosivo per trasformarli in trappole per i soldati israeliani.
Austin a ministro difesa israeliano, proteggere i civili a Gaza
Il segretario alla Difesa Usa, Lloyd Austin, in una telefonata con il ministro della Difesa israeliano, Yoav Gallant, “ha sottolineato l’importanza di proteggere i civili” durante le operazioni a Gaza. Lo ha riferito il Pentagono.
Media, Dipartimento Stato Usa ignorava piano israeliano
C’e’ incertezza su quale sia l’attuale piano militare israeliano e se l’espansione delle operazioni di terra indichi un’invasione di terra totale. Abc News riferisce che il Dipartimento di Stato Usa non era a conoscenza dell’espansione delle operazioni di terra finchè non è stata annunciata dall’esercito israeliano. Due funzionari statunitensi hanno riferito ai media americani che il governo degli Stati Uniti ha “fatto pressioni su Israele affinchè adottasse una portata meno ampia per la sua offensiva e adottasse un approccio più graduale”. Una fonte ha riferito a Abs News che ci si aspetta che le forze israeliane restino sul terreno a Gaza durante l’attuale incursione più a lungo rispetto alle notti scorse, ma che se il blitz non dovesse intensificarsi, potrebbe essere il segnale che l’amministrazione statunitense sta sostenendo la propria causa. “A questo punto, non c’è ancora chiarezza da parte degli Stati Uniti sul fatto se questa sia la grande offensiva di terra prevista – o solo una parte della preparazione” all’assalto annunciato, ha riferito Abc News.
229 le persone tenute in ostaggio da Hamas
Ci sono 229 persone tenute in ostaggio da Hamas. Lo ha dichiarato il portavoce delle forze di difesa israeliane, Daniel Hagari. “Israele – ha aggiunto – è impegnata nella missione nazionale di riportare a casa tutti gli ostaggi”.
Vietata manifestazione davanti casa Netanyahu
La polizia israeliana ha annunciato di aver bloccato una manifestazione organizzata davanti all’abitazione del primo ministro, Benjamin Netanyahu. La protesta era in programma stasera a Caesarea, ma la polizia ha negato l’autorizzazione per motivi di sicurezza e dopo aver vietato l’uso di megafoni e altoparlanti. “Gli agenti – ha dichiarato il dipartimento – disperderanno ogni manifestante. Non permetteremo azioni di disturbo pubblico o l’uso di megafoni”. Ma la polizia ha anche aggiunto che se gli organizzatori daranno vita a una veglia silenziosa, senza altoparlanti, allora il raduno potrebbe essere autorizzato.
Al Qassam, scontri con forze israeliane a Gaza
L’ala militare di Hamas, le brigate al-Qassam, starebbe contrastando le forze militari israeliane a Gaza. Lo riporta Times of Israel che cita il gruppo palestinese, secondo il quale sono in corso “violenti scontri” vicino a Beit Hanoun, nella parte nordest della Striscia di Gaza, ad appena sei chilometri dalla città israeliana di Sderot, e a Bureij, nella zona centrale dove si trova un campo di rifugiati palestinesi.
Uccise a Gaza 54 persone delle Nazioni Unite
E’ salito a 54 il numero dei membri dello staff delle Nazioni Unite uccisi a Gaza. Alle vittime dei giorni precedenti del conflitto vanno aggiunte le 14 registrate nelle ultime 24 ore. Lo si evince da un rapporto diffuso della UN Relief Works Agency for Palestine Refugees.
Israele intensifica attacco, blackout telefonico a Gaza. Gente nel panico
Notte di bombardamenti su Gaza. I residenti descrivono pesanti attacchi aerei. Le forze aeree e terrestri israeliane stanno intensificando le operazioni nella Striscia, in mezzo a un blackout delle comunicazioni in tutto il territorio assediato. Dopo il calar della notte, le continue esplosioni degli attacchi aerei hanno illuminato il cielo sopra Gaza. La Mezzaluna Rossa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, Medici Senza Frontiere, l’Unicef e altre organizzazioni umanitarie hanno dichiarato di aver perso tutti i contatti con i loro staff a Gaza. Il fornitore di servizi telefonici palestinese, Paltel, ha detto che le sue connessioni telefoniche e i servizi internet sono stati interrotti.
Israele, colpiti obiettivi nei sotterranei
“L’aviazione sta colpendo obiettivi che si trovano nei sotterranei in maniera molto significativa”. Lo ha dichiarato il portavoce delle forze armate israeliane, il contrammiraglio Daniel Hagari. “In aggiunta agli attacchi condotti negli ultimi giorni – ha aggiunto – forze di terra stanno espandendo la loro attività. La difesa israeliana sta agendo con grande forza per raggiungere gli obiettivi di guerra”.
Hamas, pronti a reagire “con piena forza”
Hamas ha fatto sapere che i suoi militanti a Gaza sono pronti ad affrontare gli attacchi israeliani con “piena forza” dopo che l’esercito israeliano ha ampliato gli attacchi aerei e terrestri contro l’enclave palestinese. L’esercito Israele ha intensificato i bombardamenti e sta espandendo le operazioni di terra nella Striscia di Gaza. Una serie estesa di esplosioni ha illuminato il cielo sopra Gaza City dopo il tramonto e un corrispondente di Al Jazeera ha detto che il nord di Gaza è stato colpito da raid aerei e artiglieria.
Oxfam, Gaza isolata. Uccisi civili, crimini di guerra
“In questo momento l’intera Striscia di Gaza è senza internet né linea telefonica. C’è un totale black out mentre Israele sta bombardando la Striscia via aria e via mare, annunciando l’inizio di un’imponente invasione di terra”. Lo scrive la ong Oxfam in relazione alla situazione in Medio Oriente. “Si stanno consumando sotto i nostri occhi – aggiungono da Oxfam – quotidiane uccisioni indiscriminate di civili che sono un crimine di guerra. La popolazione di Gaza viene colpita senza avere alcuna possibilità di salvarsi. Nessuno potrà raccontarlo. Se non vogliamo essere complici, dobbiamo alzare la voce adesso e fermarli”, è l’appello della ong.
Hamas, nessun negoziato dopo gli ultimi raid
Hamas dopo gli ultimi raid, ha avvertito che non sarà più possibile “alcun negoziato” con Israele. “Non ci saranno più colloqui” dice Osama Hamdan.
Drone cade su resort israeliano vicino a Israele, 6 feriti
Due droni hanno colpito una località egiziana sul Mar Rosso al confine con Israele ferendo lievemente sei persone. Lo ha riferito un portavoce dell’esercito israeliano su Facebook, spiegando che un drone non identificato si è schiantato contro “un edificio vicino all’ospedale di Taba”, nell’omonimo centro turistico, appena oltre il confine con la
località israeliana di Eilat. E ha poi chiarito che c’erano stati “due droni provenienti dal sud del Mar Rosso”, che si trova al largo dello Yemen. “Uno è caduto a Taba e l’altro è stato preso di mira fuori dallo spazio aereo egiziano nel Golfo di Aqaba”, con alcuni detriti che hanno colpito una zona disabitata. L’esercito israeliano ha affermato che la sua forza aerea ha contrastato una “minaccia aerea” e intercettato “obiettivi ostili”. Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Lior Haiat, ha accusato i ribelli Huthi nello Yemen, sostenuti dall’Iran, di aver lanciato droni contro Israele.
Onu, Italia astenuta per “mancata condanna Hamas”
L’assenza di ogni riferimento di condanna alla strage del 7 ottobre commessa dai miliziani di Hamas è alla base della scelta dell’Italia di astenersi dal votare la risoluzione presentata dagli Stati arabi all’Assemblea generale dell’Onu e che chiedeva la tregua a Gaza. Lo ha spiegato l’ambasciatore italiano Maurizio Massari nel suo intervento a conclusione della votazione. “Se da un lato – ha spiegato – riconosciamo gli sforzi fatti dai Paesi arabi, questi non sono stati sufficienti per spingere l’Italia a votare a favore della risoluzione”. “Manca – ha continuato Massari – la condanna chiara degli attacchi di Hamas a Israele, e manca il riconoscimento del diritto a difendersi di ogni Stato sotto attacco”. Inoltre, ha ricordato Massari, non c’era alcuna richiesta incondizionata al rilascio degli ostaggi israeliani, sequestrati il 7 ottobre. L’Italia è tra i 45 Paesi che si sono astenuti. La risoluzione è stata approvata a stragrande maggioranza con 120 voti a favore. Stati Uniti e Israele hanno votato contro. I no sono stati quattordici.
Ministero esteri, Israele intende eliminare Hamas come mondo ha affrontato nazisti e Isis
Il ministro degli Esteri israeliano Eli Cohen critica la “spregevole” risoluzione delle Nazioni Unite che sollecita il cessate il fuoco. Cohen denuncia “spregevole” la risoluzione della Giordania approvata dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite che chiede un cessate il fuoco a Gaza, nel mezzo della guerra in corso scatenata dall’assalto di Hamas nel sud di Israele il 7 ottobre. “Israele intende eliminare Hamas proprio come il mondo ha affrontato i nazisti e l’Isis”, dice Cohen.
Oms, persi i contatti con nostro personale a Gaza
L’Organizzazione mondiale della sanità non è più in contatto con il proprio personale, le strutture sanitarie e gli altri partner nella Striscia di Gaza sotto assedio. Lo ha comunicato lo stesso direttore generale dell’OMS Tedros Adhanom Ghebreyesus. “Questo assedio mi rende gravemente preoccupato per la loro sicurezza e per i rischi immediati per la salute dei pazienti vulnerabili”, ha scritto Tedros su Twitter. “Chiediamo la protezione immediata di tutti i civili e il pieno accesso umanitario”. Poco dopo in un secondo post Tedros ha aggiunto un laconico: “Perché?” L’azienda palestinese delle telecomunicazioni aveva poco prima affermato che i servizi di comunicazione e internet a Gaza erano inattivi a causa del pesante bombardamento da parte dell’esercito israeliano. Anche la Mezzaluna Rossa palestinese ha scritto su X di aver perso i contatti con tutti i centri operativi e le squadre attive nella Striscia.
Kirby, Usa non tracciano “linee rosse” per Israele
Il portavoce della Sicurezza Nazionale della Casa Bianca, John Kirby, ha sottolineato che gli Stati Uniti “non stanno tracciando linee rosse per Israele”. “Continueremo a sostenerli” ma “fin dall’inizio abbiamo, e continueremo ad avere, conversazioni”. Kirby afferma che gli Stati Uniti stanno ancora valutando l’impatto degli attacchi aerei contro le milizie appoggiate dall’Iran e “non esiteremo a intraprendere ulteriori azioni di autodifesa”. Kirby ha poi affermato che gli Usa sono molto “preoccupati per una possibile escalation della guerra tra Hamas e Israele”.
Biden segue eventi molto da vicino
La Casa Bianca segue gli eventi a Gaza e in Israele “molto, molto da vicino”. Un alto funzionario dell’amministrazione ha fornito maggiori dettagli su come sta reagendo la Casa Bianca. Parlando con la CBS, la fonte ha detto che il presidente Joe Biden è stato informato questa mattina dal consiglio di sicurezza nazionale. “Sarà aggiornato, ovviamente, durante tutto il fine settimana su quello che sta succedendo sul campo”, ha detto “Ovviamente stiamo seguendo la situazione molto, molto da vicino e resteremo in contatto con le nostre controparti israeliane”.
Il maggiore Dinar si rifiuta di dire se l’operazione sia l’inizio di un’invasione su vasta scala
L’esercito israeliano ha affermato che alcune delle sue truppe stanno effettivamente combattendo nella Striscia di Gaza, ma ha rifiutato di dire se l’operazione sia l’inizio di un’invasione di terra su vasta scala. Da due giorni le truppe israeliane effettuano piccole incursioni. “Le nostre truppe e i nostri carri armati sono all’interno della Striscia di Gaza. Stanno sparando e stanno operando”, ha detto il maggiore Nir Dinar, portavoce militare. “Ma anche ieri le nostre truppe e i nostri carri armati erano all’interno di Gaza”, ha aggiunto.