“Oggi è un giorno che passerà alla storia nell’infamia, un giorno buio per l’Onu, che non ha più un briciolo di rilevanza o legittimità” ha tuonato l’ambasciatore israeliano Gilad Erdan. Una risoluzione che era stata ostacolata anche dagli Stati Uniti che avevano più volte segnalato che il testo della bozza non conteneva le parole “Hamas” e “ostaggi”. Bocciato, invece, l’emendamento presentato dal Canada con il quale Ottawa voleva aggiungere al testo una condanna diretta dell’attacco della milizia, un passaggio difficilmente digeribili dal fronte arabo. Nonostante la maggioranza che si è espressa con 88 Paesi a favore, l’emendamento non è passato perché non ha raggiunto i due terzi dei sì: 55 hanno votato contro e 23 si sono astenuti. “Gli obiettivi di Hamas sono risoluti e disgustosi. Non c’è giustificazione per il terrorismo, dobbiamo condannare gli atti terroristici di Hamas”, è tornata a tuonare l’ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro, Linda Thomas-Greenfield, durante i lavori, sottolineando che “Hamas non si è mai preoccupato della sicurezza o del benessere della gente che dice di rappresentare, per loro i civili palestinesi sono scudi umani”. Tornando alle parole di Shamdasani da Ginevra, a Gaza ormai “nessun luogo è sicuro: costringere le persone a evacuare in queste circostanze e mentre sono sotto completo assedio solleva serie preoccupazioni”, ha ribadito. Di tutt’altro avviso la missione israeliana nella capitale elvetica. Israele mette in chiaro che il diritto umanitario internazionale rimane il “punto di riferimento” dell’esercito israeliano, nonostante “la brutalità di Hamas e lo scudo offerto dalle Nazioni Unite”, e che starebbe “facendo tutto ciò che è in suo potere per proteggere i civili”. Una versione che non convince però neanche Ankara, già restia a definire terrorista il gruppo islamico pur condannando il massacro dei civili. Per il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan il diritto internazionale “è stato violato” e anche per lui i raid sulla Striscia sono “crimini contro l’umanità”. E dubbi affiorano anche nel Vecchio continente con il premier spagnolo Pedro Sanchez che risponde che “sia legittimo porsi questa domanda” a chi gli chiede se c’è la possibilità che Israele stia violando il diritto internazionale. Nei giorni scorsi Sanchez aveva mostrato solidarietà nei confronti di Guterres e la sua frase sugli “attacchi non venuti dal nulla”.
Usa e Israele votano con altri 12 contro la bozza sulla tregua a Gaza
Sono 14 i Paesi che hanno votato contro la bozza di risoluzione dell’Assemblea Generale Onu sulla tregua a Gaza presentata dalla Giordania, ossia Usa, Israele, Austria, Croazia, Fiji, Cecoslovacchia, Guatemala, Ungheria, Isole Marshall, Micronesia, Nauru, Tonga, Papua Nuova Guinea e Paraguay. Tra i 45 astenuti, invece, Italia, Germania, Bulgaria, Finlandia, Grecia, Giappone, Sud Corea, Ucraina, Gran Bretagna, Slovacchia, Tunisia.
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