I migranti rappresentano l’8,6%
della popolazione nelle Marche: la provincia di Fermo si colloca
al primo posto con il 9,9%, seguita da Macerata, Ancona, Pesaro
– Urbino e Ascoli. Su un totale di 127.294 residenti stranieri,
98.560 sono cittadini non comunitari, che richiedono il permesso
di soggiorno principalmente per ricongiungimento familiare. In
prevalenza di genere femminile e in una fascia di età
prevalentemente tra i 30 e i 44 anni. Il 9.3% degli occupati
sono stranieri, così come il 9.2% delle imprese regionali.
Questi i principali dati ricompresi nella 33/a edizione del
Dossier Statistico Immigrazione 2023 a cura del Centro Studi e
Ricerche Idos, elaborato da Ires-Cgil Marche su dati Inps.
“Sebbene si confermi la ripresa dell’occupazione dei lavoratori
migranti dopo la pandemia, preoccupano le retribuzioni
percepite”, il commento di Eleonora Fontana, segretaria Cgil
Marche.
“La maggior parte dei migranti – fa sapere Cgil Marche –
trova impiego nel settore privato non agricolo, con qualifica
operaia per l’86,7% dei casi e con retribuzioni medie annue
inferiori di quasi il 26% rispetto ai colleghi italiani dello
stesso settore. Il 41,7% di lavoratori migranti dipendenti
percepisce una retribuzione inferiore ai 10mila euro lordi
annui. Inoltre negli ultimi 10 anni assistiamo ad una
diminuzione significativa del 25,6% di lavoratori migranti nel
settore domestico”. Secondo Eleonora Fontana “i migranti vivono
un inserimento sociale ancora subalterno e per questo sono più
che mai necessarie politiche e processi che favoriscano
inclusione”.
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