Sinner approda a tali appuntamenti non più come outsider ma con l’aura del campione quasi completo, come hanno dimostrato la semifinale e la finale dell’Atp 500 viennese, nelle quali ha battuto prima Andrii Rublev e quindi Medvedev sfoderando un repertorio quasi perfetto di colpi, una ferrea tenuta mentale e anche una notevole resistenza fisica. Sinner ha salvato due set point nel primo set, vinto 7-6 al tie break, ha perso il secondo per 6-4 prima di guadagnarsi un break cruciale nel quarto game del terzo set, convertendo il suo nono break point in una gioco durato ben 18 minuti. Ha poi tenuto il servizio per suggellare la vittoria al suo secondo match point dopo tre ore e cinque minuti.
Qualche numero: 36 vincenti contro 28 del russo e 22 errori non forzati contro 23, 5 ace contro 13 ma anche 73% di prime palle e zero doppi falli contro otto. Per l’azzurro è la 40/a sul cemento e la 56/a in totale nel corso di una stagione che lo ha visto trionfare oltre che a Vienna e Pechino anche a Montpellier e a Toronto nel 2023. Nella capitale austriaca, Sinner è arrivato alla finale senza perdere un set, ma ha dovuto alzare ancora il suo livello per avere la meglio sul campione uscente, con un gioco aggressivo e variato, che ha impedito al rivale di trovare il ritmo costringendolo anzi a giocare sempre al limite dell’errore.
Alla fine gioia e sorrisi, con l’abbraccio a Darren Cahill, al preparatore Giacomo Naldi e al padre, ma in tribuna c’era anche mamma Sieglinde. Tre elementi che raccontano la sua nuova normalità del n.1 italiano, tra progressi tecnici, miglioramenti atletici e sostegno familiare. “Ho avuto bisogno di tutte le energie mentali e fisiche – ha sottolineato Sinner, in inglese e anche in tedesco, a beneficio del pubblico che lo ha molto sostenuto -. Nel set decisivo ho provato a salire un po’ di livello, ci sono riuscito. Sono contento di come ho gestito il match e molto felice per il titolo. E’ bellissimo giocare a Vienna, ringrazio gli austriaci e i tirolesi che tifano per me”.
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