Si addensano nuove nubi sulla
decisione del capo largo del centrosinistra di mettere da parte
le primarie per la scelta del candidato governatore per le
regionali del 2024. La rosa di nomi dei papabili, infatti, si
allunga con quello di Roberto Capelli, proposto da La Base
Sardegna (del quale è coordinatore), insieme al movimento
Un’altra Sardegna e all’associazione Sardi in Europa. Tutti
questi movimenti annunciano anche di voler essere presenti alle
prossime consultazioni elettorali con una lista “che diventerà
presto partito”.
“Con la liturgia che gli è propria la nomenclatura politica
ha creato in queste settimane una condizione di litigiosità e
stallo che è sotto gli occhi di tutti e che la Base Sardegna
intende contribuire a superare, chiedendo al centrosinistra un
passo indietro per andare poi tutti avanti – si legge in una
nota a firma di Emanuele Armeni – La Base Sardegna si candida a
rovesciare la piramide organizzativa della Regione applicando lo
Statuto speciale. Dare ruolo e risorse ai territori, garantire
il diritto alla salute ed alla mobilità dei sardi.
L’autodeterminazione del popolo sardo in un quadro di revisione
del rapporto istituzionale, finanziario e sociale con lo Stato.
Al tempo stesso siamo pronti a valutare tutte le candidature
che, come la nostra, nascano sotto il segno dell’unità e non
della divisione, davvero aggreganti e capaci di rappresentare un
programma innovativo per il governo della Sardegna. Una
proposta, la nostra, per la guida della Regione sarda che siamo
pronti a confrontare all’interno del Campo Progressista o
attraverso una più ampia valutazione da parte dei cittadini
sardi, escludendo fin d’ora veti, pregiudiziali o condizioni
d’appartenenza se non quelle programmatiche”.
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