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Tgcom24




L’eredità del grande riminense da Martin Scorsese a David Lynch

  Oggi è quasi impossibile fare i conti con l’immaginario del XX secolo senza ritrovare, volta a volta, gli echi di film come “La strada” o “La dolce vita”, di “8½” o di “Amarcord”, fino al disperato e trasognato “La voce della luna” che nella memoria appare davvero come il suo testamento espressivo nel 1990. Quanto abbia inciso sul nostro modo di vedere, sul rapporto tra conscio e inconscio figurato, sulla fotografia del mutamento del tempo, è facile riscontrare nei tributi – diretti e indiretti – che altri maestri gli hanno reso negli anni: dal realismo poetico captato da Martin Scorsese alla macchina del sogno riprodotta da David Lynch, dall’idea della vita come spettacolo visibile in Bob Fosse all’immagine del degrado moderno restituita da Paolo Sorrentino o a quella del circo della vita rievocata da Roberto Benigni. Sui set felliniani è cresciuto Paul Mazursky e Wes Anderson gli ha dedicato perfino un documentario “Fantastic Mr. Fellini” che è un autentico atto d’amore. Per non parlare di Wody Allen che divide le sue fonti d’ispirazione tra il regista italiano e Ingmar Bergman. Più sorprendente è invece ritrovare nella lista Quentin Tarantino che in “Pulp Fiction” riproduce le coreografie della danza notturna di “8½” o leggere che in “Sogni” Akira Kurosawa guardava direttamente alla suggestione visiva di colui che considerava “il mio autentico ispiratore”, proprio come Scorsese che si professa felliniano fin dal magistrale “il mio viaggio in Italia” del 1999 e ha personalmente seguito il restauro de “La dolce vita”. Federico Fellini appartiene a quella generazione che si fa strada nel mondo sulla scia di un nuovo cinema italiano letteralmente creato da Roberto Rossellini e Vittorio De Sica all’indomani della seconda guerra mondiale. In uno straordinario fiorire di talenti, il suo si accompagna a quello di Luchino Visconti e Michelangelo Antonioni: una triade invidiata e celebrata ovunque tanto da suscitare il ricorrente accostamento alla triade rinascimentale di Michelangelo, Raffaello e Leonardo.

 
 

Quale è stato il suo primo film massacrato dalla critica

 Oggi si può però dire che la grandezza di Fellini sta nel suo essere genio quando gli altri sono soprattutto artisti. La sua ispirazione non ha confini ed è perfino difficile ingabbiarla in correnti, influenze, stile, tanto il suo cinema è solo e soltanto “felliniano”. La genialità del regista de “Lo sceicco bianco” – il suo primo film del 1952, allora massacrato dalla critica e oggi considerato già un capolavoro – deriva senz’altro dalla somma delle radici espressive. C’è l’aria di casa che lo porta presto al successo con “I vitelloni” e risuonerà per tutta la sua opera; c’è il gusto del vignettista e del disegnatore satirico che risale ai giorni del “Marc’Aurelio” e a cui dedica un altro atto d’amore Ettore Scola nel suo ultimo lavoro, “Che strano chiamarsi Federico” del 2013; c’è la pratica da sceneggiatore (che comincia fin dal ’39 sotto la guida di Mario Mattoli) in cui si incrocia con Rossellini, Lattuada, Antonioni e Pietro Germi; c’è l’esperienza alla radio che gli farà conoscere Giuletta Masina ai tempi di “Cico e Pallina” (1942); c’è¨ la pratica della psicanalisi junghiana fin dal’incontro con Ernst Bernhardt nel 1960 e c’è la ricerca del magico – una sua grande attrazione fin dagli anni ’50 – che ritroviamo in opere come “Giulietta degli spiriti”, “Satyricon”, “Casanova”. Della sua gigantesca ricostruzione della realtà sempre più esplicitamente reinventata a partire dalla Via Veneto di “La dolce vita” – un’immagine simbolo è senz’altro la scoperta degli affreschi imperiali negli scavi della metropolitana che si illuminano e poi sbiadiscono in un soffio di vento cosi¬ come li racconta in “Roma” (1972): in quella sequenza il regista riassume in modo appunto “geniale” il suo senso dell’esistenza, la magia dell’illusione, il valore effimero dell’arte, la scomparsa delle radici.
 

 

 

La seconda parte della sua carriera

  Se la prima parte della sua carriera può essere ascritta a un realismo straniato e forte che arriva fino alla metà de “La dolce vita”, da là in avanti il suo cinema avrà i colori dell’invenzione pura che troverà il culmine nella metafora sul tempo che trascorre contenuta ne “E la nave va” (1983). Sono questi i valori non soltanto artistici che marcano oggi un vuoto incolmabile, trent’anni dopo. Perché la sua lezione può essere compresa, assorbita, rievocata mille volte, ma non può essere riprodotta fino alla nascita di un nuovo Fellini, certamente diverso dall’originale, ma altrettanto potente e unico. Quando una stella si spegne lascia per molto tempo la sua scia di luce, ma non può più essere riportata alla vita. Così è per l’opera del Grande Riminese che possiamo contemplare e applaudire, ma sapendo che la sua immortalità è ormai garantita solo dal filtro della memoria collettiva.

 

 

Con quali grandi attori ha lavorato Fellini?

   Molti grandi attori, sia italiani che stranieri, hanno interpretato i suoi personaggi memorabili. Tra i più noti, possiamo citare Giulietta Masina, sua moglie e musa, che ha recitato in film come “La strada”, “Le notti di Cabiria” e “Giulietta degli spiriti”; Marcello Mastroianni, suo amico e collaboratore, che ha dato vita a ruoli iconici come quelli de “La dolce vita”, “8½” e “La città delle donne”; Anthony Quinn, protagonista de “La strada” e “Il bidone”; Anita Ekberg, la diva svedese che ha fatto il bagno nella fontana di Trevi in “La dolce vita”; Claudia Cardinale, la bellissima attrice che ha partecipato a “8½” e “Il gattopardo”; Sophia Loren, la star internazionale che ha lavorato con Fellini in “Ieri, oggi, domani” e “Una giornata particolare”. Oltre a questi nomi celebri, Fellini ha saputo valorizzare anche attori meno conosciuti ma ugualmente talentuosi, come Alberto Sordi, Aldo Fabrizi, Sandra Milo, Magali Noël, Rossella Falk, Anouk Aimée e molti altri.

 

Chi sono gli attori di Amarcord?

 “Amarcord” è composto da attori e attrici che interpretano i personaggi della vita quotidiana di un borgo di Rimini negli anni trenta. Tra i protagonisti ci sono Pupella Maggio e Armando Brancia, che vestono i panni dei genitori di Titta, il giovane alter ego di Federico Fellini. Magali Noël è la sensuale Gradisca, la parrucchiera che fa girare la testa a tutti gli uomini del paese. Ciccio Ingrassia è Teo, lo zio matto che urla “voglio una donna”. Nando Orfei è Lallo, il fratello di Titta che torna dall’America con una moglie nera. Luigi Rossi è l’avvocato, il narratore della storia che commenta ironicamente gli avvenimenti. Bruno Zanin è Titta, il ragazzo che vive le sue avventure tra la scuola, gli amici e le prime esperienze sessuali. Il film vanta anche la partecipazione di altri attori noti come Maria Antonietta Belluzzi, la tabaccaia procace che seduce Titta, Josiane Tanzilli, la Volpina che si offre a tutti, e Lino Patruno, il motociclista Scoreza di Corpolò.

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Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

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