“Voglio parlare, voglio dire tutta la verità” ha detto il giovane, annunciando la decisione di rispondere alle domande. Questo, dopo l’ordinanza della Corte di assise reggiana che aveva dichiarato inutilizzabili le dichiarazioni del ragazzo in precedenza, tra maggio e giugno 2021, perché, secondo i giudici, doveva essere iscritto nel registro degli indagati. Imputati sono cinque familiari: i genitori (la madre latitante), lo zio e due cugini. E’ stato fatto entrare prima dell’ingresso dei parenti e viene sentito dietro ad un doppio paravento. T-shirt nera, pantaloni grigi, è assistito dall’avvocato Valeria Miari.
Una serie di “non ricordo” alle domande dell’avvocato Luigi Scarcella, difensore del cugino imputato, Nomanhulaq Nomanhulaq, pronunciati in italiano. Le prime domande al fratello di Saman, sentito nell’udienza sull’omicidio della sorella, vertono sul telefono utilizzato all’epoca dei fatti, aprile e maggio 2021, e sulle date in cui venne sentito dai carabinieri e dal pm. In aula, mentre il ragazzo parla, è presente anche il padre, Shabbar Abbas, i cugini e lo zio Danish Hasnain. Nelle precedenti dichiarazioni, ritenute inutilizzabili, il ragazzo accusava i familiari. Il testimone, che ha da poco compiuto 18 anni, è coperto da un paravento, ma il suo volto è ripreso negli schermi a lato dell’aula dell’assise.
Nella scorsa udienza, venerdì, la Corte aveva emesso un’ordinanza dove si diceva che le dichiarazioni del giovane pachistano sono inutilizzabili, perché nel 2021 doveva essere indagato, anche a sua garanzia, nel procedimento per omicidio della sorella. La sua veste processuale era dunque mutata da testimone a quella di potenziale indagato in un procedimento connesso. L’ordinanza è stata inviata dalla Procura reggiana a quella per i minori, competente perché all’epoca il fratello di Saman aveva 16 anni.
Il difensore del giovane, avvocata Valeria Miari, ha rimesso il mandato come difensore di parte civile per lui e per l’Unione comuni della bassa reggiana. Rimane dunque solo difensore del ragazzo, che dovrà essere sentito come testimone assistito. La legale ha riferito la propria decisione, dopo essere stata invitata dalla Corte a riflettere su una sua posizione di incompatibilità.
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