“Le autorità italiane e le forze dell’ordine stanno facendo il massimo per tutelare i cittadini di religione ebraica”, ha sottolineato Fadlun, “gli ebrei di Roma hanno la percezione di un sentimento di soldarietà molto forte che va anche oltre i doveri dello Stato. C’è coinvolgimento da parte delle istituzioni e delle forze dell’ordine nella protezione verso i cittadini ebrei”.
Timore? “Sicuramente – risponde il presidente della Comunità ebraica di Roma – c’è maggiore attenzione nel condurre la vita quotidiana ma tutte le funzioni vengono portate avanti ugualmente. Con maggiore accortezza certo, ma con la consapevolezza che la nostra vita deve procedere e continuare come in passato. Non dobbiamo in alcun modo interrompere le nostre attività per i timori del terrorismo”.
Le cronache e il modo di esporre il conflitto fra Israele e Palestina influenzano l’opinione pubblica negativamente nei vostri confronti?
“Attraverso i social, abbiamo assistito alle violenze efferate che i miliziani hanno voluto mostrare a tutti. E questo va oltre il dato politico. In Italia invece, per molti media il confronto si è spostato sul terreno politico. Si è ragionato sulla questione dei due Stati, sulla politica di Netanyahu definita troppo aggressiva. Ma qui non è questione di politica – spiega Fadlun – ma di odio antiebraico. Un odio che si è trasformato in una aggressione di violenza e barbarie inaudita. È odio religioso. Non c’entra niente con la politica di Netanyahu. Molti media hanno fatto passare questo messaggio”.
E la popolazione di Gaza?
“Il mio pensiero va anche alla cittadinanza di Gaza, agli arabi che vivono li, che sono vittime dei miliziani di Hamas e sono tenuti da loro sotto scacco. Miliziani che impediscono a una zona martoriata, di poter esprimere il suo potenziale, di poter fiorire”.
Come si esce da questa crisi?
“La durata della guerra – aggiunge il presidente della comunità ebraica romana – potrebbe ridursi se tutto il mondo democratico occidentale fosse compatto nel condannare Hamas e le sue attività. Ma non solo, servirebbe anche che ci fosse una presa di posizione forte nel tagliare e isolare qualsiasi tipo di finanziamento o aiuto, collaborazione economica e commerciale verso tutto quello che è il mondo che gira intorno ad Hamas e i suoi criminali”. In ogni caso, conclude Fadlun, “qui a Roma non ci sono stati veri e propri episodi di ostilità verso la comunità e questo grazie soprattutto al lavoro delle istituzioni. Di questo siamo grati alla città”.
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