I tunnel, le bombe-spugna e il dilemma ostaggi

Tempo di lettura: 4 minuti
AGI – La sfida più grande che attende le truppe israeliane, che avanzano sempre più nel profondo nella Striscia di Gaza, è il complicato sviluppo urbano dell’enclave ma sopratutto la labirintica rete di tunnel sotterranei costruita dagli islamisti, paragonabile a una gigantesca base militare sotterranea. Sgomberare e far crollare quei tunnel sarà cruciale se Israele cercherà di smantellare Hamas, come ha promesso di fare. E oggi i tunnel offrono un indubbio vantaggio nella guerra asimmetrica che Hamas conduce contro Israele, capaci di annientare la superiorità tecnologica degli avversari.

Nessuno sa con certezza quanto lunghi siano questi tunnel, la cosiddetta ‘metro di Gaza’. Yihyah Sinwar, il capo di Hamas a Gaza, disse nel 2021 che nell’enclave c’erano 500 chilometri di tunnel. Se fosse vero, i tunnel sotterranei di Hamas sarebbero un po’ meno della metà della lunghezza della metropolitana di New York. I tunnel sono da sempre un attraente strumento della guerra: dall’assedio romano all’antica città greca di Ambracia, passando per il Medioevo, fino alla battaglia ingaggiata per 80 giorni dagli ucraini contro le truppe russe, nei 24 chilometri di tunnel costruiti sotto l’impianto siderurgico Azovstal a Mariupol.

© SAID KHATIB / AFP 

Ma ciò che rende i tunnel di Hamas diversi da quelli di al Qaeda sulle montagne dell’Afghanistan o dei Viet Cong del Sud-Est asiatico è che sono stati costruiti sotto una delle aree piuù densamente popolate del pianeta, dove quasi 2 milioni di persone vivono stipate in 360 km quadrati. “È sempre difficile avere a che fare con i tunnel, in qualsiasi contesto, anche quando si trovano in una zona montuosa, ma quando sono in un’area urbana, allora tutto è più complicato: (sono in gioco) gli aspetti tattici, strategici, operativi e, naturalmente, la protezione che si vuole garantire alla popolazione civile”, ha spiegato Daphne Richemond-Barak, che insegna all’Università Reichman di Israele ed è esperta di guerra sotterranea.

I tunnel sono scavati in profondità nel sottosuolo, cablati con elettricità e rinforzati con il cemento (Israele ha a lungo accusato Hamas di dirottare il calcestruzzo destinato a scopi civili e umanitari verso la costruzione della rete di gallerie sotterranee). Tra l’altro, secondo fonti di intelligence americane, negli ultimi due anni, i tunnel sono stati utilizzati dalla piccola cellula di miliziani che ha pianificato l’attacco a sorpresa contro Israele del 7 ottobre: senza telefoni cellulari né computer, grazie alle linee telefoniche cablate, i miliziani hanno potuto comunicare tra loro in segreto ed eludere il rilevamento dell’intelligence israeliana o statunitense. 

“La maggior parte della dottrina militare sconsiglia i soldati dall’entrare nei tunnel sotterranei perché questo li espone a un rischio molto elevato”, prosegue Richemond-Barak, che studia da anni questo tipo di infrastrutture. Gli intricati corridoi, le stanze più grandi, i magazzini su diversi piani e dove l’umidità è elevata rendono facile disorientarsi e perdere la cognizione del tempo. Una volta sottoterra, è difficile comunicare con la superficie, poiché “normalmente il Gps non funziona sotto” e se un soldato rimane ferito diventa molto difficile soccorrerlo.

Per non entrare in questa trappola mortale, gli israeliani potrebbero sperimentare un nuovo tipo di arma, le ‘bombe spugna’. La nuova bomba consiste in un grande contenitore di plastica con due camere, in ognuna delle quali c’è una sostanza chimica. Una volta che il container viene portato in uno dei tunnel, a mano o grazie a un veicolo telecomandato, viene fatto esplodere con l’accensione a distanza: le due sostanze chimiche si mescolano e formano una schiuma (da cui il nome della bomba); e in brevissimo tempo, la schiuma diventa un solido duro come il calcestruzzo e sigilla gli spazi circostanti, intrappolando chiunque sia all’interno.

Secondo uno studio del professor Joel Roskin dell’Università israeliana di Bar-Ilan, i tunnel sotto la Striscia di Gaza iniziarono a essere costruiti nel 1982 dopo gli accordi di pace tra Israele ed Egitto, quando la città di Rafah fu divisa in una parte egiziana e un’altra a Gaza. Sono stati gli abitanti di Rafah che hanno iniziato a creare questi condotti per portare merci di contrabbando dall’Egitto a Gaza e per unire le famiglie che erano state separate dalla separazione.

A quel tempo, i minatori locali erano incaricati di scavare i tunnel per aiutare i residenti di entrambe i settori di Rafah. Nel corso dei decenni questi tunnel iniziarono a crescere in numero e lunghezza e ai beni essenziali contrabbandati si aggiunsero armi e munizioni. I tunnel si espansero in altre parti della Striscia e i militanti di Hamas che sono entrati nel territorio israeliano durante l’attacco del 7 ottobre lo hanno fatto proprio attraverso quei corridoi. È sempre difficile distruggere questi tunnel, ma se si trovano in un ambiente urbano con civili, come a Gaza City, “il compito diventa quasi impossibile”.

E questo è uno dei dilemmi che Israele si trova ad affrontare: “Possiamo aspettarci che Israele effettui bombardamenti per distruggere e non semplicemente neutralizzare le strutture sotterranee, con metodi come i ‘bunker buster’, gli attacchi guidati di precisione, le armi termobariche, e forse anche l’acqua ad alta pressione. La questione è come misurare la forza utilizzata, data la possibilità che tutti o alcuni dei 240 ostaggi che sono nelle mani Hamas e dalle altre milizie palestinesi, rapiti il 7 ottobre, siano proprio nei tunnel”.
La riproduzione è espressamente riservata © Agi 2023

source

Maurizio Barra

Sono nato a Torino, il 19 Febbraio 1968. Ho alle spalle un'educazione direi Umanistica di base, avendo frequentato il Liceo Classico Valsalice e Lingue e Lettere Moderne all'Università. Grande passione per tutto ciò che è una tastiera, dal pianoforte o simili, ai PC, di cui peraltro amo anche il touch. Inoltre, un'altra mia grande passione, è lo sport e mi ha molto coinvolto, siccome ho lavorato molto su di me negli anni, passando attraverso varie fasi, nelle quali sono ingrassato moltissimo e poi sono diventato assai magro, dunque, siccome più volte ho dovuto intervenire su di me, ho voluto approfondire questo discorso ed ho conseguito il Master CFT come Personal Fitness Trainer presso Issa Italia. La voglia e l'interesse ad approfondire tante tematiche e la curiosità olistica, alle volte giocano brutti scherzi, perchè si rischia di iniziare tutto e concretamente di non riuscire a concludere nulla. Bisogna in teoria scegliere cosa fare da grande, il fatto è che io sono già ben cresciuto ed ora mi sento assai coinvolto dall'ambito tecnologico e dunque spero, soprattutto, di essere un intermediario tra i vedenti, diciamo, o comunque tra tutti e proprio chi è non vedente come me, sia per mostrare quante cose si possono fare in autonomia, sia per avvicinare (e qui mi appello a sviluppatori, amanti di softwares etc...) la facilità e l'accesso all'uso completo della tecnologia anche da parte degli stessi non vedenti, che comunque si devono spesso scontrare con grafici, pagine poco accessibili e continui escamotage, per fare cose che, con il famoso click, in teoria si risolvono subito e questo poi non è sempre vero; in sostanza lo scopo o l'idea sono quelli di avvicinare i vedenti, sviluppatori di apps e siti, a renderle più accessibili, metendo dunque a disposizione la mia conoscenza delle Tecnologie Assistive (Assistive Tecnologies) di cui mi ritengo un buon conoscitore. Non parliamo poi delle Apps Mobili ed anche di quel mondo, davvero meraviglioso ed il cui approccio per me è stato direi facile, ma mi rendo conto che non è così per tutti. Quindi, spero, nel tempo, di mettere a disposizione la mia modestissima ed umile e piccola esperienza, mantenendo vivo ogni nuovo possibile fronte di apprendimento e confronto e conoscenza, tutti utili e sempre necessari, non si smette mai di imparare e neanche di confrontarsi. Dunque, spero di avervi con me, sempre più numerosi, lungo questo nuovo cammino! Inoltre, siccome la tecnologia non è soltanto procedure, tutorials su come usare un sistema operativo o su come riparare PC, ma offre anche molti strumenti di consultazione, visione, ascolto, cercherò di condividere con voi le mie impressioni e quindi files, contenuti multimediali o altro, non avranno soltanto attinenza tecnologica, ma qualcosa a che fare con la rete l'avranno. Anzi, sono benvenuticommenti, suggerimenti e proposte. Con il trascorrere del tempo, il sito ha preso la direzione informativa. Pur essendo da solo a gestire tutta questa mole di notizie, prometto di dare sempre il massimo per fornire tutte le notizie il più possibile aggiornate in tempo reale, relative a tantissime categorie: Mondo, Cronaca, Economia, Politica, Tecnologia, Scienza, Medicina, Spettacoli, Cinema, Musica, Cultura, Calcio e sport, Regione Piemonte, tutto, ma proprio tutto, sulla Juventus e molto, molto altro. Grazie a tutti!

Recent Posts

VIDEOCONFERENZA JUVENTUS VIGILIA BENFICA 28-01-2025

VIDEOCONFERENZA JUVENTUS VIGILIA BENFICA 28-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…

1 anno ago

VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA NAPOLI-JUVENTUS 24-01-2025

VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA NAPOLI-JUVENTUS 24-01-2025 Buon giorno, ben ritrovate e ben ritrovati a tutte e…

1 anno ago

VIDEOCONFERENZA TEUN KOOPMEINERS E THIAGO MOTTA VIGILIA CLUB BRUGGE-JUVENTUS 20-01-2025

VIDEOCONFERENZA TEUN KOOPMEINERS E THIAGO MOTTA VIGILIA CLUB BRUGGE-JUVENTUS 20-01-2025 Rieccoci qua, ben ritrovate e…

1 anno ago

VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA JUVENTUS-MILAN 17-01-2025

VIDEOCONFERENZA MOTTA VIGILIA JUVENTUS-MILAN 17-01-2025 SONO TORNATO! Almeno spero definitivamente! Ho trascorso un periodo davvero…

1 anno ago

VIDEOCONFERENZA MOTTA E CAMBIASO VIGILIA LIPSIA-JUVENTUS 01-10-2024

VIDEOCONFERENZA MOTTA E CAMBIASO VIGILIA LIPSIA-JUVENTUS 01-10-2024 Buon Martedì sera a tutte e tutti Voi,…

2 anni ago

VIDEOCONFERENZA MOTTA POST GENOA-JUVENTUS 28-09-2024 + VIDEOCONFERENZA KOOPMEINERS POST GENOA

VIDEOCONFERENZA MOTTA POST GENOA-JUVENTUS 28-09-2024 + VIDEOCONFERENZA KOOPMEINERS POST GENOA Super mega saluto a tutte…

2 anni ago