Il presidente dell’Assemblea
legislativa umbra, Marco Squarta, ha annunciato che presenterà
una proposta di legge alle Camere “che imponga ai datori di
lavoro che si avvalgono di operatori destinati allo svolgimento
di attività formative e ludico-ricreative, con bambini e donne,
di acquisire per il tramite dei lavoratori il casellario
giudiziario e i carichi pendenti prima della loro assunzione”.
“La proposta – spiega Squarta – viene avanzata in seguito ai
recenti fatti di cronaca avvenuti in Umbria dove, secondo quanto
viene riportato dai quotidiani di informazione, l’animatore di
un campeggio recentemente messo agli arresti domiciliari con
l’accusa di presunta violenza sessuale nei confronti di una
bambina di sei anni era stato già condannato per reati simili in
un altro distretto giudiziario. Ecco, non deve più accadere che
persone che si sono macchiate di questo tipo di reati, in
particolar modo quelli a sfondo sessuale, possano avere a che
fare con bambini o, più in generale, con le cosiddette fasce
deboli”.
Squarta propone dunque “l’obbligo per le persone interessate
a collaborare a vario titolo con strutture ricettive,
cooperative, società e circoli sportivi, di presentare insieme
al curriculum i certificati del casellario giudiziario e dei
carichi pendenti rilasciati dalle Procure della Repubblica.
Questa azione, che dovrà essere necessariamente intrapresa dal
datore di lavoro – osserva il presidente dell’Assemblea
legislativa dell’Umbria – non scongiura completamente il
pericolo ma annulla il rischio che persone condannate oppure con
precedenti specifici possano avere a che fare con bambini e
fasce deboli, che devono sempre essere protetti”.
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