L’elenco delle cittadine e dei cittadini illustri iscritti da oggi, in tutto 14 di cui 6 donne e 8 uomini, comprende anche: Marcello Abbado, musicista, ex direttore del Conservatorio di Milano scomparso nel 2020, Manlio Armellini, storico direttore del Salone del Mobile, anche lui morto nel 2020, la partigiana Francesca Laura Wronowski, i fratelli Balbiani, Natale, Cesare e Alessandro, che hanno ereditato l’attività organaria più antica d’Italia, e ancora Franco Cerri, Gaetanina Calvi, una delle figure volute dalla presidente del consiglio comunale Elena Buscemi che presiede la Commissione, la prima donna italiana a laurearsi in ingegneria civile al Politecnico di Milano nel 1913, Rosina Ferrario, la prima aviatrice italiana, Gisella Floreanini, partigiana, insegnante di musica, prima donna a conquistare la carica di ministra in Italia, Ombretta Fumagalli Carulli, prima donna a sedere ad una cattedra di diritto canonico in Italia, nel suo caso alla Cattolica di Milano, Alberto Garutti, Achille Mauri, Alfredo Ravasco e la stilista Marta Vacondio Marzotto.
“In queste 14 personalità si troverà la Milano della bellezza e della creatività”, ha detto Sala. Biografie, quelle raccolte al famedio, che da 140 anni rappresentano “una Milano plurale diversificata e per questo ricca”. Quattordici nuove iscrizioni, una ragione comune, “il tentativo di migliorare la vita della nostra comunità”.
Un passaggio del discorso dedicato a Silvio Berlusconi, “uno dei protagonisti della vita industriale politica e sportiva del paese”. Queste le motivazioni per il fondatore di Mediaset ed ex presidente del Consiglio espresse dalla Commissione consultiva del Comune per le onoranze al Famedio: “Con l’iscrizione al Famedio la nostra città rende merito al ragazzo dell’Isola, all’imprenditore creatore di decine di migliaia di posti di lavoro, al leader politico e al segno indelebile lasciato dal suo talento visionario così come dalla sua personalità strabordante, tanto apprezzati quanto criticati, ma senza alcun dubbio cruciali nella storia recente di Milano e dell’Italia”.
Al termine della cerimonia, il fratello del leader scomparso, Paolo Berlusconi rispondendo ad alcune domande ha chiarito i rapporti tra la famiglia e la presidente del Consiglio. “Fratture tra la famiglia Berlusconi e la presidente Meloni? Ma quando mai – ha detto -. Noi apprezziamo Giorgia che sta operando benissimo. Credo che tutte le notizie apparse siano soltanto appigli per provare a mettere zizzania tra la nostra famiglia e questo governo”.
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