“Lo so che parlare ancora di Lucca
mentre a Gaza continua incessante il massacro è grottesco ma al
centomillesimo articolo pieno di menzogne che mi mette in mezzo
personalmente io o faccio un fumetto o vado in cronaca. Mi rendo
conto del rischio mitomania ma ritengo abbia un interesse come
caso di studio sui media”. Lo scrive Zerocalcare nella striscia
‘Corto circuito – Appunti e cronistoria della vicenda Lucca
Comics’, “24 pagine per mettere qualche punto” con cui risponde
su Internazionale alle polemiche dopo la sua scelta di non
partecipare a Lucca Comics, a causa del patrocinio
dell’ambasciata di Israele alla manifestazione.
“Purtroppo il patrocinio dell’ambasciata israeliana su Lucca
Comics per me rappresenta un problema” spiega nel comunicato
scritto di notte che riporta su Internazionale. “Non è una gara
di radicalità, e da parte mia non c’è nessuna lezione o giudizio
morale verso chi andrà a Lucca e lo farà nel modo che ritiene
più opportuno, soprattutto non è una contestazione alla presenza
dei due autori del poster Asaf e Tomer Hanuka, che spero
riusciranno ad esserci e che si sentiranno a casa, perché non ho
mai pensato che i popoli e gli individui coincidessero con i
loro governi. Spero che un giorno ci possano essere anche i
fumettisti palestinesi che al momento non possono lasciare il
loro paese” scrive Zerocalcare.
Il fumettista spiega anche: “Mi dispiace nei confronti della
casa editrice (la Bao Publishing ndr), dei lettori e delle
lettrici che hanno speso denaro per treni e alloggi magari per
venire apposta”. “Per me venire a festeggiare lì dentro
rappresenta un cortocircuito che non riesco a gestire” spiega
Zerocalcare.
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