“Questa è una piazza che reclama libertà di pensiero e parola. La cosa che più mi ha colpito in negativo quando abbiamo convocato questa manifestazione sono state le decine di articoli che dicevano di non farla e di stare a casa perché è pericoloso. Voi siete la dimostrazione fisica che noi non abbiamo paura. E la paura è il primo risultato che portano a casa i terroristi”, ha proseguito Salvini, “questa è una piazza è aperta a qualsiasi fede. Il nostro nemico non è l’Islam ma il terrorismo, il fanatismo e l’estremismo. La sinistra, che appare confusa, rivendica giustamente parità di diritti. Lo abbiamo ricordato anche a Pontida, non ci sono etero o omosessuali, ci sono donne e uomini liberi di amarsi – Mi interessa poco della vita privata, però come fai a fare contemporaneamente una battaglia giusta per rivendicare i diritti Lgbt e poi difendere l’estremismo islamico?”.
“Mentre siamo qui – ha detto ancora il vice presidente del Consiglio – in 68 Paesi islamici l’omosessualità è reato e in 6 paesi prevede la pena di morte. A Gaza l’omosessualità prevede dieci anni di carcere. Questa piazza chiede rispetto dei diritti umani e civili, a Milano, Gaza, Tel Aviv e ovunque”. Per Salvini “la pena di morte non è mai la soluzione, mi aspetto che i vertici dell’Onu – ha concluso – volino a Teheran che in questi primi mesi ha avuto il record di condanne a morte per impiccagione: è una barbarie. E poi vanno a fare le pulci a Israele…”.
“Su la testa Palestina, fuori Hamas dalla Palestina e dai contesti occidentali e guai a chi finanzia il terrorismo, anche in Italia”, ha scandito in un altro passaggio dell’intervento, “mi fanno schifo quelli che finanziano i seminatori di odio, di sangue, di violenza a Strasburgo e a Bruxelles e poi si stupiscono se qualche, non matto, criminale uccide un criminale in Francia o due svedesi a Bruxelles. Il terrorismo islamico è la piaga di questo secolo”.
Si è poi detto convinto che”Hamas, con gli Stati che la finanziano alle spalle, non abbia deciso di uccidere, sgozzare e violentare a caso. Lo ha fatto in un momento in cui fra Israele, fra le democrazie occidentali e i paesi arabi più emancipati era cominciato un percorso di dialogo… cominciato, guarda caso, quando alla Casa Bianca c’era Donald Trump, giusto per ricordare nomi e cognomi”.
“L’Italia non può aver paura, l’Occidente non può avere paura, la democrazia non può avere paura”, ha concluso, citando anche Paolo Borsellino: “Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura. muore una volta sola”.
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