“Si sta lavorando cercando di dare una soluzione rispetto a quelle che sono le possibilità, c’è un tema di meteo che andrà a peggiorare – ha detto Curcio in tarda mattinata -. Probabilmente ci sarà bisogno, questo lo stabiliranno i sindaci, anche di evacuazioni preventive del territorio che è stato colpito. In questo senso si sta facendo il possibile per supportare le persone”. Il Comune di Prato ha annunciato di voler evacuare 180 persone oltre i 65 anni e disabili dalle loro case, tutti abitanti della zona ovest della città, quella che va dal casello autostradale di Prato Ovest alla collina. Oltre a Prato, come ha detto Giani, “a scopo precauzionale verranno evacuate nelle prossime ore alcune abitazioni nelle aree in corrispondenza delle rotture del torrente Agna e del torrente Bagnolo” e dunque sono coinvolti anche alcuni abitanti di Montale (Pistoia) e Montemurlo (Prato), comune il cui sindaco Simone Calamai ha fatto un appello per trovare volontari per fare i sacchi di sabbia da distribuire nelle zone più a rischio e altre località nelle vicinanze si stanno organizzando.
In serata Giani ha fatto sapere che”evacuazioni preventive di 1.200 persone “sono in corso a Montemurlo, Montale e Prato in corrispondenza delle rotture dei torrenti Agna e Bagnolo. Allestiti punti di accoglienza negli spazi comunali e palestre”. Così il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani sui social.
L’assessora regionale alla protezione civile Monia Monni ha rivolto un appello: “Se nelle prossime ore i sindaci decideranno di proporre l’evacuazione delle abitazioni, invitiamo i cittadini a seguire quanto indicato”: “Sappiamo che soprattutto la popolazione più anziana non lascia volentieri la propria abitazione, ma siccome le zone isolate sono ancora molte e l’allontanamento da casa sarà per un periodo molto limitato, potremo sicuramente garantire maggiore sicurezza e assistere meglio le persone”.
Facendo il punto della situazione Curcio ha anche spiegato: “Oggi abbiamo più di 1.000 volontari che stanno lavorando, ci sono sei colonne mobili in arrivo, cinque colonne mobili di volontariato nazionale, quindi i mezzi ci sono – ha affermato Curcio -. Il tema vero è l’impiego dei mezzi in un territorio molto ampio, per questo abbiamo chiesto anche il rafforzamento dei centri di coordinamento per sapere bene come si impiegano i mezzi. Ci vuole il coordinamento del sindaco che stabilisca un po’ le priorità, su questo il livello nazionale è disponibile a mobilitare ulteriori risorse”. È pronto, in caso di necessità anche l’esercito che fa parte del sistema di protezione civile: “L’esercito è disponibile come le altre forze armate – il commento di Curcio -. Qualora ci fosse la richiesta di una struttura particolare per un lavoro particolare noi chiederemmo le disponibilità e sono certo che verrebbe data”. Quanto poi alle polemiche sul sistema dell’allerta Curcio taglia corto: “Se si dovrà rivedere il sistema dell’allerta così come i codici colori lo faremo ma ora non credo sia l’elemento fondamentale”.
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